Meta vince la causa antitrust della FTC americana: niente monopolio sui social
Meta esce vittoriosa dalla causa antitrust lanciata dalla FTC statunitense, che la accusava di detenere il monopolio sui social: il giudice federale ha respinto le accuse, sostenendo che la società di Mark Zuckerberg non detiene una posizione dominante sul mercato, considerata la concorrenza agguerrita di player come TikTok.
La vicenda legale ha avuto origine dalle azioni intentate dalla Federal Trade Commission (FTC), l’autorità statunitense garante della concorrenza, che accusava Meta di avere acquisito società come Instagram e WhatsApp per eliminare o soffocare la concorrenza e mantenere illegalmente un monopolio nel settore dei social network. L’accusa sosteneva che Meta avesse costruito la sua posizione dominante tramite queste operazioni strategiche, a scapito dell'innovazione e dei consumatori.
Il giudice distrettuale James Boasberg ha però respinto le accuse. La FTC infatti aveva sostenuto che social media come Facebook, Instagram e Snapchat competevano in un mercato distinto rispetto a piattaforme di intrattenimento video come TikTok e YouTube (mercato in cui Meta avrebbe avuto di fatto un monopolio), ma Boasberg ha invece ritenuto che tale distinzione non è più valida nell'attuale panorama dei social media. Queste piattaforme offrirebbero infatti un'esperienza utente sempre più simile e direttamente concorrente a Facebook e Instagram, specialmente con il successo dei formati video brevi.
La Corte ha dunque concluso che il settore dei social network è troppo dinamico e in rapida evoluzione perché si possa sostenere una stabilità monopolistica. Meta non sarà dunque costretta a smembrare il proprio ecosistema di app.