Spotify delude le aspettative degli analisti con la pubblicazione dei conti del secondo trimestre del 2025.
Il colosso svedese dello streaming musicale ha registrato una perdita di 0,42 euro per azione (per un totale di 86 milioni di euro) contro un utile atteso di 1,90 euro per azione, in calo rispetto a un utile netto di 225 milioni di euro (1,10 euro per azione) dell’anno scorso. I ricavi sono stati pari a 4,19 miliardi di euro e, sebbene in crescita del 10% anno su anno, sono meno dei 4,26 miliardi preventivati dal mercato. Ad incidere sui margini, ha precisato Spotify, è stato l’aumento dei costi del personale, del marketing e dei servizi professionali. Anche le previsioni per il terzo trimestre sono inferiori alle attese di Wall Street: Spotify ipotizza ricavi pari a 4,2 miliardi di euro conto i 4,47 miliardi di euro stimati.
Gli utenti attivi mensili sono cresciuti dell’11% quota 696 milioni, mentre gli abbonati premium (paganti) sono aumentati del 12%, a 276 milioni. Per il trimestre in corso, Spotify prevede di raggiungere 710 milioni di utenti attivi mensili, con 14 milioni di nuovi utenti netti. Si attendono inoltre 5 milioni di nuovi abbonati premium netti, per un totale di 281 milioni. I ricavi pubblicitari di Spotify sono diminuiti dell’1% rispetto al secondo trimestre del 2024, scendendo a 453 milioni di euro.
"Le persone arrivano su Spotify e ci rimangono. Grazie alla nostra continua evoluzione, creiamo sempre più valore per i quasi 700 milioni di persone che utilizzano la nostra piattaforma", ha commentato Daniel Ek, fondatore e Ceo di Spotify. "Questo valore non solo avvantaggia gli utenti, ma sta anche attirando più persone verso lo streaming e, di conseguenza, ha anche dato impulso al settore della musica, dei podcast e degli audiolibri".
Dopo la pubblicazione dei conti trimestrali, il titolo di Spotify è arrivato a perdere in Borsa il 6%. Da inizio anno, comunque, il valore delle azioni del gruppo è cresciuto del 57%.