Torna AI Playground, il format promosso da IAB Italia, in collaborazione con la newCo tecnologica Altermaind.
L’appuntamento, pensato per professionisti e aziende che vogliono sperimentare le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale, avrà luogo giovedì 24 settembre a Milano, presso la sede di Nexi (in Corso Sempione, 55). Inserito da IAB Italia tra le novità del proprio piano formativo 2026, AI Playground nasce con l’obiettivo di trasformare l’interesse verso l’AI in competenze operative, attraverso un’esperienza di apprendimento basata sulla sperimentazione, sul confronto e sul lavoro su casi concreti.
Durante il workshop, i partecipanti lavoreranno in team su un brief, attraversando le principali fasi di sviluppo di un progetto: dall’analisi e comprensione del target all’individuazione di insight, dalla generazione e validazione dell’idea alla costruzione di un’identità coerente, fino alla realizzazione di un prototipo digitale. Un percorso che mette l’AI al centro del processo, non come semplice strumento di automazione, ma come co-thinker e acceleratore della capacità creativa e strategica.
“La scelta di un approccio esperienziale risponde a una trasformazione sempre più evidente nel mondo del marketing e della comunicazione: l’adozione dell’AI, infatti, non riguarda più soltanto la conoscenza dei singoli strumenti, ma – dichiara Sergio Amati, General Manager di IAB Italia - la capacità di ripensare processi, competenze e modalità di collaborazione. Con AI Playground l’obiettivo è creare uno spazio in cui le persone possano sperimentare, confrontarsi e scoprire concretamente come l’AI possa entrare nei processi di lavoro”.
“La vera trasformazione non consiste nell’adottare nuovi tool o agenti, ma nel ripensare il modo in cui lavoriamo – aggiunge Giuseppe Montella, Chief Marketing and Design Officer di altermAInd. Prima della tecnologia vengono le persone, i processi e la cultura. AI Playground nasce per questo: creare uno spazio in cui sperimentare, abbassare la paura di sbagliare e trasformare la curiosità in competenza. Perché l’AI non sostituisce la creatività: la mette sotto pressione e ci spinge oltre la prima idea”.