Roberto Liscia, Presidente di Netcomm
Il 2026 segna l'ingresso dell'ecommerce italiano in una fase di "maturità selettiva". Il mercato non cresce più per semplice accumulazione, ma per qualità e solidità.
È questa la fotografia che emerge dal Netcomm Forum 2026, l'evento di riferimento per il commercio digitale in Italia, che si è aperto oggi, 6 maggio, a Milano, e che in questa sua 21° edizione è dedicato alla trasformazione di questo settore nell’era dell’Intelligenza Artificiale, esplorando le sfide e le opportunità emergenti per le imprese del comparto.
Un comparto ormai maturo, ma che continua a crescere, raggiungendo un valore totale di oltre 66,6 miliardi di euro (+6% rispetto al 2025), di cui 42,6 miliardi derivanti da prodotti (+6%) e 24 miliardi da servizi (+6%), stando ai numeri dell’ultima indagine dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano, illustrati sul palco della plenaria da Valentina Pontiggia, Direttrice dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - Politecnico di Milano.
«Vanno bene un po' tutti i settori, con delle crescite a diverso ritmo - ha spiegato Pontiggia -. È un ecommerce che fa sempre più parte di un ecosistema retail allargato e dinamico, fatto di tanti punti di contatto, quindi non solo sito ecommerce, ma anche social network e piattaforme come marketplace. Un retail che cerca sempre di più di stare al passo dei tempi e di assecondare stili di consumo diversi. Il consumatore, infatti, non cerca più solo un prodotto ma un'esperienza».
In questo contesto, sono 35 milioni i consumatori digitali in Italia secondo le evidenze della ricerca Netcomm Netretail 2026. Un dato stabile rispetto al 2025 ma che racconta la maturazione di un fenomeno diventato trasversale per età, geografie e stili di vita. In undici anni, dal 2014 al 2026, gli acquirenti online sono più che raddoppiati (+119%), e oggi l'età media di chi compra online si allinea a quella della popolazione generale (48 anni).
Una crescita che non è soltanto quantitativa, sottolinea Roberto Liscia, Presidente di Netcomm: «C'è un momento di disruption, di cambiamento, perché l'intelligenza artificiale sta cambiando le imprese e sta cambiando il comportamento dei consumatori. Le imprese incorporano la nuova tecnologia per, in qualche misura, trasformare i propri processi utilizzando capacità previsionali sulla logistica, sulla produzione, sui prodotti intermedi che prima erano insperati. I compratori utilizzano l'intelligenza artificiale per fare meglio i loro acquisti in maniera più veloce e per orientarsi nella complessità delle informazioni che le circondano».
Ma questa possibilità di cambiamento non è a disposizione di tutte le imprese. «Bisogna avere una certa disponibilità finanziaria - ricorda Liscia -, una certa capacità tecnologica e le imprese italiane, che sono 87 mila, diminuite nel 2026 di ben 4 mila rispetto al 2025, sono piccole e hanno poca capacità di scalare, poca capacità di crescita, poca capacità di investire e questo le porta ad una dimensione competitiva inferiore rispetto alla competizione che oggi si sta scatenando sui mercati internazionali.»
Secondo i dati dell'Osservatorio Netcomm-Cribis, infatti, nel corso dell’ultimo anno sono entrate online 21.717 nuove imprese, ma nello stesso periodo 23.211 realtà hanno cessato l’attività ecommerce, determinando un saldo negativo che fotografa un mercato in fase di consolidamento. Di queste aziende, oltre il 90% è rappresentato da micro e piccole imprese, a conferma del ruolo centrale delle PMI nello sviluppo del commercio digitale in Italia.
Si conferma inoltre, l'importanza dei social media come strumento chiave non solo per la visibilità, ma anche per la costruzione della relazione con il cliente e il supporto alle vendite, in un’ottica sempre più integrata tra ecommerce e social commerce.
Un mercato in profonda trasformazione, dunque, in cui la sfida per i retailer italiani si è spostata dall'intercettare la domanda all'efficienza dei processi e alla personalizzazione estrema. Per sopravvivere alla selezione naturale del mercato, l'imperativo appare investire in integrazione omnicanale, AI e qualità dei dati.
- Approfondisci qui i dati dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano sui numeri dell'ecommerce in Italia.
- Approfondisci qui i risultati dell’Osservatorio sui siti ecommerce italiani realizzato da Netcomm e Cribis.