L'intelligenza artificiale apre nuove possibilità per la gestione dei dati di marketing, a partire dall'automazione delle attività più complesse di analisi e controllo. Ma per sfruttarne il potenziale servono dati di qualità e processi che mantengano al centro la supervisione umana. È questo il messaggio di Andrea Bovarini di Commanders Act, intervistato da Engage a Intersections 2026.
Per la società specializzata in soluzioni di raccolta e gestione dei dati, uno degli ambiti di applicazione più interessanti dell'AI è il tag management, un'attività fondamentale per il marketing digitale, ma caratterizzata da una crescente complessità tecnica.
Come spiega Bovarini, il tag manager rappresenta anche una sorta di memoria storica delle attività di marketing di un'azienda, perché conserva informazioni sui partner tecnologici utilizzati e sulle configurazioni sviluppate nel tempo. Un patrimonio che può diventare difficile da analizzare e gestire manualmente.
Per affrontare questa complessità, continua Bovarini, Commanders Act sta lavorando a un sistema basato su MCP (Model Context Protocol), che consente di utilizzare l'intelligenza artificiale per esplorare le configurazioni del tag manager, individuare eventuali problemi e supportare le attività di analisi e ottimizzazione.
Il progetto è attualmente in fase di sperimentazione con alcuni clienti enterprise a livello internazionale. Per il momento il sistema opera in sola lettura, mentre l'azienda sta valutando l'introduzione di funzionalità che permettano all'AI di intervenire direttamente sulle configurazioni.
Un passaggio che richiede particolare attenzione al tema del controllo. «La AI è un enhancer di skills e di capacità, ma il processo non cambia. Quindi, diciamo, il punto finale è l'uomo», sottolinea Bovarini, spiegando come l'automazione debba affiancare le competenze delle persone senza eliminare la necessità di verificare le operazioni effettuate.
L'altro tema centrale è la qualità dei dati, sempre più importante in uno scenario in cui piattaforme come Google e Meta utilizzano algoritmi avanzati per ottimizzare le campagne pubblicitarie.
Secondo Bovarini, il miglioramento dei processi di raccolta, pulizia, arricchimento e monitoraggio dei dati di prima parte permette di fornire alle piattaforme informazioni più affidabili, creando le condizioni per una maggiore efficacia degli investimenti.
Il punto, dunque, non è soltanto introdurre l'AI nei processi di marketing, ma utilizzarla per migliorare la qualità delle informazioni su cui si basano le decisioni e le attività pubblicitarie.
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