• Programmatic
  • Engage conference

di Lorenzo Mosciatti

Green influencer italiani: ecco chi sono i primi 10 per engagement rate

La classifica, realizzata da FLU PLUS, vede al primo posto Cristina Cotorobai, seguita da Ruggero Rollini e da Camilla Agazzone. Oltre il 65% dell’audience di riferimento è rappresentata da donne tra i 25 e i 34 anni

Top-10-Green-Influencer.jpg

L’impegno per una società più sostenibile e green è ormai sempre di più una priorità a livello globale. Solo nel nostro Paese nel prossimo quadriennio è previsto un investimento per la cosiddetta transizione verde di quasi 72 miliardi di euro di fondi europei (Fonte: elaborazione Openpolis su dati ufficio rapporti con l'Unione Europea). 

In vista dell’Earth Day, la giornata mondiale per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia, FLU plus, la suite integrata di influencer marketing, ha stilato la classifica dei top 10 green influencer italiani per engagement rate. Ecco i risultati.

  1. Cristina Cotorobai (@cotoncri) 14,87%
  2. Ruggero Rollini (@ruggerorollini) 6,18%
  3. Camilla Agazzone (@camilla_agazzone) 6,06%
  4. Giorgia Pagliuca (@ggalaska) 5,6%
  5. Alice Pomiato (@aliceful),  3,72%
  6. Alex Bellini (@alexbellini_alone) 2,35%
  7. Camilla Mendini (@carotilla_) 2,34%
  8. Luca Talotta (@lucatalotta) 2,16%
  9. Silvia Stella Osella (@silviastella_)1,46%
  10. Federica Gasbarro (@federica_gasbarro) 0,9%

La ricerca prende in considerazione il canale Instagram e rileva che la principale audience, pari al 66%, è composta da donne tra i 25 e i 34 anni.

Top-10-Green-Influencer.jpg

“Negli ultimi anni è molto cresciuto il numero di persone che scelgono di comunicare la sostenibilità sui social media, al fine di sensibilizzare gli altri utenti alle tematiche ambientali”, afferma Chiara Dal Ben, Marketing & Innovation Director di FLU - Part of Uniting Group. “Tra di loro ci sono attivisti, giornalisti, studenti o semplici appassionati che hanno intrapreso uno stile di vita più sostenibile e condividono con i loro follower un punto di vista responsabile su temi come l’inquinamento degli oceani, il riscaldamento globale, l’alimentazione bio, la moda sostenibile, i prodotti beauty vegani e tanto altro”.

Un’ulteriore dimostrazione dell’importanza dell’argomento arriva dai nano influencer, coloro che possono contare su una fanbase tra i 1.000 e i 9.999 follower. A differenza di tante altre aree di interesse, infatti, il coinvolgimento degli utenti è molto rilevante, come dimostra il tasso di engagement rate dei principali esponenti di questa categoria: Chiara Saccani (16,81%) e Maria Beatrice Pavanello (6,5%).

I commenti di Cotorobai e Rollini, ai primi due posti nella Top 10 Green Influencer di FLU 

“Più che influencer o content creator sento di fare divulgazione e sensibilizzazione sul tema della sostenibilità. Ho iniziato dopo la nascita di mia figlia, Blu. Realizzare che il suo futuro sarebbe stato incerto su un pianeta malato mi ha spinta a far la mia parte e condividere sui social il percorso intrapreso assieme al mio compagno per un’esistenza meno impattante e più consapevole. Ho maturato l’idea che non serve far lezioni di vita, ma essere d’esempio in prima persona. Condividere la propria cena vegana attira e incuriosisce più persone che predicar loro i motivi per i quali sbagliano a mangiare la carne e tra un ingrediente e l’altro aggiungo qualche dato e le fonti. Per promuovere l’argomento e sensibilizzare i follower, imposto i miei contenuti su una buona base di ironia. Voglio ispirare le persone con entusiasmo e leggerezza”, spiega Cristina Cotorobai.

“Ho iniziato per caso, quando mi sono iscritto a chimica e ho unito le passioni per questo tema e il video-making in un canale molto acerbo di divulgazione. Solo in un secondo momento mi sono avvicinato e interessato alla teoria della comunicazione della scienza e ho capito che sarebbe potuto diventare il mio lavoro. Fare il divulgatore è incantevole ed è un continuo stimolo ad approfondire nuovi argomenti e formati. Parliamo di temi molto complessi. Non è un caso se la climatologia affonda le sue radici in una disciplina che studia proprio i sistemi complessi, per cui Parisi ha pure recentemente vinto il Nobel. Sarebbe sbagliato e profondamente scorretto non comunicare questa complessità. Chi tratta di sostenibilità per slogan, messaggi facili e capri espiatori sta facendo un grande disservizio alla propria utenza. Nel mio piccolo, provo a far trasparire queste interrelazioni e chi mi segue lo apprezza”, conclude Ruggero Rollini.

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI