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Content Creation

Silvio De Rossi
a cura di Silvio De Rossi

Content Creator e Influencer, collabora con i più importanti Brand del panorama automotive e non solo. Founder di Stylology.it, nel suo passato Televideo Rai e Mediavideo, i veri antenati di internet. E’ stato responsabile editoriale di Blogosfere.it, partecipando al successo del network di blog più grande d’Italia. In seguito è stato direttore responsabile di Leonardo.it. Si occupa di produzioni foto e video con particolare attenzione ai format più adatti ai social network.

13/09/2021

OnlyFans: il social cresciuto tra ignoranza e ipocrisia

Questa estate ha puntato i riflettori su OnlyFans, ma conosciamo davvero questo social network? È riuscito a catturare l’interesse di un numero sempre crescente di utenti anche perché consente di monetizzare i propri contenuti

Con oltre 130 milioni di utenti, OnlyFans è il social che permette di monetizzare attraverso la creazione di contenuti. Indubbiamente il successo di questo social creato da Tim Stokely nel 2016 è dovuto alle policy piuttosto elastiche, che hanno permesso alla comunità web dei sex worker di trovare terreno fertile.

OnlyFans non è un sito dedicato al mondo hard, ma ne ha acquisito i connotati nel corso degli ultimi 15 mesi. L’etichetta di “hard e-commerce” è ormai “tatuata” nel codice del sito, ma non è del tutto giusto. OnlyFans è riuscito a catturare l’interesse di un numero sempre crescente di utenti perché consente di monetizzare i propri contenuti, prevedendo anche abbonamenti mensili e annuali. Insomma, un modo molto semplice e immediato per raggiungere migliaia di potenziali acquirenti. Su OnlyFans però non ci sono solamente sex worker, ma anche professionisti dei più svariati settori, come musica, informatica, fotografia, cucina, arte e spettacolo.

La libertà e l’assenza di censura (che questa estate ha decisamente vacillato) non permettono ad OnlyFans di avere un’app su Apple Store e Google Play. Lo stesso creatore, Tim Stokely, ha sempre dichiarato che non vede alcuna possibilità di vedere nascere l’app della sua creatura.

Come dicevo, questa estate la libertà di OnlyFans ha vacillato: il social network ha infatti comunicato via email ai propri iscritti e via Twitter al mondo intero che a ottobre avrebbe iniziato a vietare i contenuti sessualmente espliciti pubblicati dagli utenti. La news ha scatenato grandi polemiche e fatto emergere le motivazioni, legate alle pressioni di società bancarie e carte di credito che rendono semplici i pagamenti su OnlyFans. Il metodo di pagamento immediato è la colonna portante del successo di OnlyFans. Senza la possibilità di pagare con la carta di credito il sito avrebbe un futuro buio e oscuro. Non a caso pochi giorni dopo c’è stato un deciso dietrofront in merito alle politiche sul caricamento dei contenuti a luci rosse. Insomma, l’allarme (rosso) è al momento rientrato, ma non si escludono colpi di scena futuri.

Va comunque detto che non è per nulla corretto etichettare OnlyFans come il portale dedicato ai contenuti pornografici. Ci sono anche chef, artisti, istruttori di yoga, personal trainer e molte altre figure professionali che sono riusciti a creare la loro personale fanbase. Ci sono musicisti che grazie al caricamento di tracce in esclusiva riescono a guadagnare migliaia di dollari al mese. Per ottenere un discreto successo è fondamentale avere una buona fanbase di partenza su altri social, postare contenuti interessanti e spingere gli utenti a pagare per vederli. Guadagnare non è per nulla semplice, anche perché la concorrenza è tanta e catturare l’interesse degli utenti non è mai semplice e scontato. Insomma, OnlyFans è uno strumento molto interessante che può tornare utile a qualsiasi libero professionista. Etichettarlo come il “regno del porno” è limitante e dimostra scarsa conoscenza e una buona dose di ipocrisia. Ma internet in fondo è un po’ questo: una grande portineria senza porte e finestre.

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