Nella foto: un momento dell'attivazione ideata da Yoonik per Weekend Max Mara
Yoonik, agenzia italiana di riferimento per i brand che scelgono l'arte come leva strategica di comunicazione, evolve il proprio modello organizzativo e lancia una nuova struttura articolata in due divisioni, Factory e Agency. Il nuovo assetto, presentato insieme al lancio del nuovo sito, punta a integrare il linguaggio degli artisti nelle strategie di comunicazione dei brand fin dalle fasi di progettazione.
Una scelta che si inserisce in un contesto in cui la ricerca di distintività è diventata sempre più centrale. Tra immagini stock ed estetiche generate dall'intelligenza artificiale, i brand guardano infatti all'arte non solo come elemento creativo, ma come uno strumento per costruire una voce riconoscibile: un'illustrazione, un'immagine, un intervento dal vivo oggi decidono come un marchio si presenta e con quale voce parla.
La nuova organizzazione distingue due ambiti di attività complementari. La Factory è la divisione dedicata al talent management e alla ricerca artistica, dove vengono sviluppati il roster e i linguaggi creativi. La Agency, invece, porta questi linguaggi all'interno delle strategie di comunicazione delle aziende, con l'obiettivo di trasformare l'intervento artistico in una leva di marketing e non in un semplice elemento esecutivo.
Secondo Yoonik, il cambiamento riguarda soprattutto il momento in cui l'agenzia entra nei progetti. Se in passato il suo ruolo consisteva prevalentemente nell'individuare l'artista più adatto e coordinarne la produzione, oggi il lavoro parte dagli obiettivi di comunicazione del brand, per individuare il linguaggio artistico più coerente e integrarlo nella strategia fin dalle fasi iniziali.
Un esempio è il progetto realizzato per Weekend Max Mara. Per accompagnare il lancio di una collezione attraverso l'esperienza in negozio, Yoonik ha sviluppato un'attivazione in cui i ritratti realizzati dal vivo incorporavano i capi della nuova collezione, facendo diventare l'intervento artistico parte integrante della strategia di lancio.
«Per anni ci hanno chiamati a campagna già decisa, per la parte visiva», spiega Sebastiano Giordani, Ceo e Co-founder di Yoonik. «Con l'Agency vogliamo essere nella stanza quando la strategia si costruisce. Non vendiamo un'illustrazione: aiutiamo un brand a decidere che voce avere, e l'arte è lo strumento che quella voce la rende riconoscibile».

Nella foto, i founder Sebastiano Giordani (a sinistra) e Federico Zaghis
Con questo modello, l'azienda punta inoltre a unire due competenze che normalmente operano separate: da un lato la gestione e lo sviluppo dei talent artistici, dall'altro la consulenza strategica per i brand. La Factory lavora sulla crescita dei linguaggi e del roster, mentre l'Agency li mette al servizio degli obiettivi di comunicazione del cliente, scegliendo non solo l’artista giusto, ma anche il modo giusto di far parlare un brand.
«Per i nostri artisti cambia il peso del loro lavoro», aggiunge Federico Zaghis, Ceo e Co-founder. «Quando un brand compra una strategia e non una decorazione, l'artista viene valutato per quello che porta davvero, e pagato di conseguenza. È un salto di riconoscimento che da soli è difficile ottenere, e che alza l'asticella per tutto il roster».
Yoonik rappresenta oggi oltre 60 artisti e ha sviluppato progetti per più di 100 brand, tra cui Microsoft, Deliveroo e Tiffany. Il nuovo sito, realizzato con Play New (Cosmico), integra inoltre un assistente basato sull'intelligenza artificiale che consente alle aziende di descrivere le proprie esigenze e ottenere una prima risposta prima del confronto con il team.