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21/05/2021
di Teresa Nappi

Pladway spinge il mercato del Programmatic DOOH. Scalabilità, qualità e know how le keyword

Il Ceo della società parte del gruppo Voilàp, Marco Orlandi, descrive la visione e le sfide che l’azienda ha deciso di affrontare all’indomani di una delle più significative partnership siglate nel settore, quella con Broadsign

Marco Orlandi, Ceo di Pladway

Marco Orlandi, Ceo di Pladway

Uscire di casa è oggi l’immagine più esemplificativa della voglia di tutti di riprendersi i propri spazi al di fuori delle mura domestiche.

Complice la campagna di vaccinazione e l’avvicinarsi della bella stagione, le persone riscoprono il piacere dello stare all’aria aperta, un’occasione che il settore dell’Out of Home non deve lasciarsi scappare.

«In questi momenti, uscire e vivere gli spazi comuni mette gli utenti in condizione di accettare con favore ogni stimolo, ogni comunicazione che si integri in questo contesto. È questa la Golden Hour della pubblicità in esterna, è bene che i brand lo comprendano», dichiara Marco Orlandi, Ceo di Pladway, società parte del gruppo Voilàp che si propone sia di favorire il business dell’industria pubblicitaria outdoor sia di incentivare una cultura più diffusa sul Programmatic Out of Home.

Protagonista di recente di importanti accordi che hanno potenziato in modo notevole l’inventory della società italiana anche oltre i nostri confini, Pladway è oggi partner di Broadsign - oltre che di Pikasso per il Medioriente (vedi qui) -, con una capacità di copertura in esterna di circa 90 mila schermi nel mondo.


Leggi anche: PLADWAY POTENZIA L’OFFERTA INTERNAZIONALE. ACCORDO CON BROADSIGN


«Pianificare con Pladway, soprattutto in questo momento, è una grande occasione per il Made in Italy di proporsi oltreconfine. Turismo e prodotti italiani sono tra i più ricercati nel mondo, ma il nostro Paese tende a investire poco nella comunicazione internazionale. È questo il momento di farlo e, raggiungere dall’Italia le audience presenti nelle location più iconiche del globo - da New York a Sydney - è davvero un’opportunità a cui non bisogna rinunciare, soprattutto nel momento in cui il mondo comincia a riconquistare gli spazi comuni: strade, piazze e grandi centri», spiega ancora Orlandi.

La roadmap di Pladway

Gli accordi raggiunti sono parte di un piano più ampio che ha visto la società in prima battuta impegnata nell’aggiungere inventory alla propria offerta per i buyer italiani, acquistabile «con le stesse modalità di sempre. Stesse assicurazioni di controllo e trasparenza in Italia come nel mondo, è questo che Pladway garantisce oggi», spiega Orlandi.

La seconda fase di questo processo di internazionalizzazione «sarà permettere ai buyer stranieri di acquistare inventory italiana», spiega ancora il manager, anticipando i prossimi step.

«Il nostro obiettivo, da quando siamo entrati in Voilàp (vedi qui, ndr), è diventato quello di trasformare Pladway da piattaforma squisitamente tecnologica a società con un buon presidio marketing e commerciale per fare la differenza in un mercato, quello del Programmatic Digital OOH, che sta finalmente attirando l’attenzione  di nuovi attori. Ecco perché abbiamo deciso di allargare la nostra “potenza di fuoco”, per fare la differenza in un mercato che comincia a strutturarsi con player globali».

L’approccio di Pladway è dunque quello di essere aperti non solo a nuovi ambiti di business, ma anche a collaborazioni che possano accrescere il settore nel suo complesso. Un impegno che la società ha fatto suo da tempo e che ricerca anche sulla scorta di una necessaria educazione a un mezzo che fino ad ora era in realtà presidiato da pochissimi player.

«Con il mercato del Programmatic DOOH che cresce, che sta scalando, siamo chiamati a un maggiore sforzo di differenziazione dell’offerta, oltre al costante lavoro di miglioramento del prodotto. Servono altri linguaggi oltre alla tecnologia, che in ogni caso siamo costantemente impegnati a far evolvere. Non si tratta più di continuare a essere bravi a fare quello che già facevamo, ma a fare la differenza ricercando costantemente la qualità in tutti gli aspetti del prodotto e del servizio che offriamo», dice ancora il Ceo di Pladway.

Gli obiettivi 2021 di Pladway

Sul 2021, la visione di Pladway è abbastanza netta: «Il mercato della pubblicità in esterna non si sta riprendendo come ci si aspettava. I brand ancora resistono all’idea di presidiare gli spazi OOH, complice un inevitabile cambio di mindset rispetto agli scorsi anni. La seconda ondata del Coronavirus ha inibito le intenzioni e influito sui piani di investimento delle aziende. Quello che vediamo è che nella ripresa, che è ancora al di sotto delle aspettative, l‘interesse e la richiesta per il  programmatic OOH hanno fatto un salto “quantico” rispetto all’epoca pre-Covid e questo fa ben sperare Pladway e tutte le aziende che hanno deciso di continuare i loro investimenti anche durante la crisi», dichiara ancora Marco Orlandi.

Si punta e si lavora, dunque, per chiudere l’anno in crescita, in Pladway, un obiettivo che l’azienda intende raggiungere nonostante le incertezze sulla ripresa del suo mercato di riferimento.

«La scelta di andare sul digitale e sul programmatico intercetta quel segmento che in termini di quantità e di quote di mercato è ancora il più basso, ma che sta crescendo in termini impressionanti. Questo è confermato non solo in Italia, ma in tutto il Mondo».

Costruire il mercato significa anche evangelizzazione

Nel frattempo, come già accennato, Pladway ha fatto proprio l’impegno di essere riferimento per lo sviluppo e l’evoluzione del mercato stesso. Ecco perché di recente, sul suo nuovo sito, ha inaugurato la sezione Blogway, «uno spazio di evangelizzazione, attraverso il quale intendiamo informare costantemente su standard, fare cultura e condividere case study nostri e di nostri amici/competitor e partner. Vorremmo che Blogway diventasse il “salotto” della comunicazione digitale out of home, raccontando ai pianificatori e ai brand quanto è bello, facile e conveniente acquistare gli spazi su schermi in esterna in questo periodo, e ai proprietari di schermi quanto possono automatizzare la loro offerta per andare a intercettare una nuova domanda».

Questo impegno assunto da Pladway è in linea con la value proposition dell’azienda identificata dall’espressione STACK: «Si tratta di un’espressione nota, ma che per noi diventa un acronimo che sta per Simplicity, Trasparency, Automation, Customer Care e, infine, Knowledge, per l’appunto. Sono questi i nostri valori, sulla base dei quali stiamo costruendo la nostra scalata e il mercato stesso», conclude Orlandi.

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