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22/06/2018
di Cosimo Vestito

Lo stato della presenza online dei comuni italiani

Una ricerca condotta da Search On Consulting, divisione di Search On Media Group dedicata alla consulenza, ha analizzato i siti web di 7954 località, tra velocità, declinazioni social e versioni mobile

Marco Quadrella

Marco Quadrella

Come si presentano online i comuni italiani? A questa domanda ha risposto l'ultima ricerca condotta da Search On Consulting, la divisione di consulenza di Search On Media Group, e presentata al Web Marketing Festival 2018 (leggi l'articolo dedicato all'evento). «Si parla tanto di digitalizzazione sempre in relazione alla aziende ma è importante anche analizzare l'impatto sull'individuo non inteso come mero consumatore ma come cittadino. Questo si rende necessario perché egli è obbligato, per ovvie ragioni che hanno a che fare con la vita quotidiana di tutti noi, a interfacciarsi con gli uffici comunali per una serie di ragioni», ha spiegato Marco Quadrella, COO Search On Consulting, a margine del suo intervento al Web Marketing Festival. Da qui l'esigenza di prendere in esame gli erogatori di servizi e la Pubblica Amministrazione che, diversamente dalle imprese, non riceve impulsi dal mercato ma dalle comunità. L'oggetto dell'indagine sono stati i siti web di 7954 comuni italiani per più di venti metriche prendendo in considerazioni questi ambiti: presenza sui social network, velocità e performance di caricamento, qualità delle versioni mobile della pagina e sicurezza. «Il quadro che emerge è molto frammentato ma si registra comunque una volontà di rinnovamento. Molti siti sono già conformi alle linee guida fornite dal legislatore e dal Team Italiano per la Trasformazione Digitale. E sono numerose le amministrazioni che si dimostrano reattive anche se tante altre, di contro, sono soggette comunque ad oggettivi limiti strutturali», ha fatto notare Quadrella.

I comuni italiani sui social media

Per quanto riguarda la presenza sui social network, l'indagine rileva una larga pervasività dei comuni ma, allo stesso tempo, una scarsa consapevolezza delle modalità di utilizzo dei canali. Solo il 21% dei 7954 siti analizzati inserisce un collegamento alla propria pagina Facebook ufficiale, il 6% lo fa per Twitter e l'1,6% per Instagram. «Potrebbe sembrare un dettaglio ma per l'utente è importante che siano indicati chiaramente le pagine social sui siti. Solo così il cittadino può orientarsi e discernere le pagine ufficiali dei comuni da quelle false o generate da ufficiosamente», ha chiarito Quadrella.

I comuni italiani sono "lenti" e poco mobile-friendly

Sotto il profilo mobile, si riscontra una certa arretratezza; infatti, solo il 45% dei comuni italiani possiede siti mobile-friendly. «Questo è un fattore molto importante su cui si deve lavorare molto, considerando che la maggior parte del traffico internet oggi è generato da mobile», ha sottolineato il Coo di Search On Consulting. La velocità è definita come un "nemico invisibile" dei siti dei comuni italiani. Secondo la ricerca condotta da Search On Consulting, oltre il 45% dei siti carica il primo contenuto dopo quattro secondi. «Questo aspetto ha delle ripercussioni pesanti sull'esperienza utente, su cui si deve ancora porre molta attenzione. Oggi il cittadino esige di usufruire dei servizi del comune con la stessa velocità con cui accede ai servizi offerti di Amazon e Google», ha concluso Quadrella. Sotto il profilo della sicurezza, infine, l'indagine presentata al Web Marketing Festival ha rilevato che il 95,5% dei siti presi in esame non adotta il protocollo HTTPS, che protegge la comunicazione tra utente e lo stesso sito web, ampiamente consiglitoà

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