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23/06/2022
di Andrea Di Domenico

«Basta fare pubblicità ai combustibili fossili»: la protesta di Greenpeace ai Cannes Lions

Un gruppo di attiviste e attivisti ha "scalato" il Palais per chiedere all'industria della pubblicità di interrompere i legami con le aziende che danneggiano il clima

Un'immagine della protesta di Greenpeace ai Cannes Lions

Un'immagine della protesta di Greenpeace ai Cannes Lions

Mentre le temperature record registrate in alcune regioni in Europa nell’ultima settimana e la prolungata siccità che affligge molte zone d’Italia evidenziano la gravità della situazione climatica, la protesta contro il climate change arriva ai Cannes Lions.


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A inscenare la manifestazione è stato un gruppo di attiviste e attivisti di Greenpeace Francia, che hanno “scalato” il Palais des Festivals dove si svolge in questi giorni il più importante evento mondiali dedicato alla pubblicità e alla comunicazione. Scopo dell’iniziativa, chiedere alle agenzie pubblicitarie di interrompere i legami con l'industria dei combustibili fossili, e ottenere una legge europea che vieti le pubblicità e le sponsorizzazioni di queste aziende.

Gli attivisti hanno appeso uno striscione con la scritta "Le pubblicità fossili stanno bruciando il Pianeta". Alcuni di loro erano vestiti come il meme virale del cane "This is fine", solitamente utilizzato per negare una situazione drammatica - come la crisi climatica - e far finta che tutto vada bene: esattamente ciò che, almeno secondo gli autori della protesta, fanno le aziende inquinanti con le strategie di marketing ideate dalle agenzie creative. 

Dopo l'accordo di Parigi, ricordano gli attivisti di Greenpeace, almeno 300 premi sono stati assegnati ai Cannes Lions a pubblicità che promuovono viaggi aerei, compagnie petrolifere e prodotti che danneggiano il clima. Greenpeace chiede al mondo della comunicazione di non lavorare più per le aziende inquinanti, il cui business basato sui combustibili fossili alimenta eventi climatici estremi, crisi sociali e conflitti. 

«L'industria dei combustibili fossili usa la pubblicità e le sponsorizzazioni di eventi per ripulire la propria immagine, ritardare l'azione per il clima e influenzare l’opinione pubblica. Dietro i cartelloni pubblicitari patinati delle loro presunte iniziative “green” si nasconde un'industria che vuole solo espandersi continuando a estrarre e bruciare petrolio e gas, fino a quando la vita sul Pianeta non sarà irrimediabilmente compromessa», dichiara Silvia Pastorelli di Greenpeace UE, sul luogo della protesta a Cannes.

Greenpeace, insieme a quasi 40 organizzazioni internazionali, promuove una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) che invoca una legge per vietare la pubblicità e le sponsorizzazioni da parte delle aziende dei combustibili fossili. Se la petizione “Stop alla pubblicità delle aziende inquinanti” raggiungerà il traguardo di un milione di firme entro ottobre, la Commissione Europea sarà obbligata a discutere una proposta di legge per mettere fine alla propaganda ingannevole delle aziende inquinanti responsabili della crisi climatica.

Lunedì scorso, un attivista di Greenpeace France, l'ex pubblicitario Gustav Marter, in passato vincitore e giurato del Festival, ha interrotto la cerimonia di apertura della kermesse per restituire un Lion Award vinto dopo aver lavorato per un'azienda automobilistica. L’attivista ha chiesto alle agenzie pubblicitarie presenti all'evento di non essere più complici nella diffusione di notizie false sulla catastrofe climatica e nella promozione dei prodotti inquinanti.

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