27/04/2026
di Andrea Di Domenico

Quando Michael Jackson si ustionò gravemente nello spot Pepsi del 1984

In occasione dell’uscita del biopic su re del pop, torniamo su uno degli episodi più noti della storia della pubblicità

Questo weekend è arrivato al cinema Michael, il biopic dedicato a Michael Jackson. Il film, diretto da Antoine Fuqua e interpretato da Jaafar Jackson, ha esordito con numeri importanti: 6,4 milioni di euro in cinque giorni al box office italiano e 97 milioni di dollari negli Stati Uniti, record per un biopic.

Cogliamo l’occasione per tornare su uno degli episodi più delicati (e discussi) della storia della pubblicità, che ha riguardato suo malgrado proprio il re del pop.

Negli anni ’80 Jackson era all’apice del successo dopo Thriller ed era tra i volti più richiesti anche dai brand. La collaborazione con Pepsi, siglata con un contratto da circa 5 milioni di dollari, rappresentò uno dei primi esempi di integrazione tra musica pop e comunicazione commerciale su larga scala.

È proprio durante le riprese di uno di questi spot che, il 27 gennaio 1984 a Los Angeles, si verifica un incidente destinato a entrare nella storia dell’ADV. Un malfunzionamento degli effetti pirotecnici provoca l’incendio dei capelli del cantante: Jackson riporta ustioni al cuoio capelluto e viene ricoverato.

Nonostante l’accaduto, lo spot viene trasmesso come parte della campagna “Pepsi Generation”, diventando parte della storia della pubblicità televisiva. L’azienda riconosce un risarcimento da 1,5 milioni di dollari, che l’artista decide di donare a un centro medico californiano. La collaborazione tra la star del pop e l’azienda rivale della Coca-Cola continuerà, con altri spot nel 1987 e 1988.

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