Mattia Geraci e Martino Paleari
Nasce a Milano rbbtt, casa di produzione specializzata in contenuti guidati da CGI e Intelligenza Artificiale, frutto dell'intuizione di Mattia Geraci e Martino Paleari.
In un mercato che corre verso l'automazione totale, rbbtt vuole posizionarsi in controtendenza rivendicando l'importanza del tocco umano. L'obiettivo è colmare il divario tra la precisione tipica della produzione 3D high-end e la natura imprevedibile, fluida e in continua evoluzione delle tecnologie digitali.
Il nome racconta l'essenza stessa del progetto. rbbtt nasce infatti da Rabbit (e così che si pronuncia). Togliendo le lettere "A" e "I" da Rabbit, rimane rbbt. È qui che entra in gioco il glitch: una "T" di troppo trasforma rbbt in rbbtt, dando vita al nuovo nome. Un piccolo errore che diventa identità e rappresenta lo spazio in cui coesistono l'esattezza del mezzo e l'imprevedibilità creativa. Un po' come cadere nella tana del Bianconiglio, ma "con un rendering decisamente migliore".
«La tecnologia offre strumenti potentissimi, ma il vero valore aggiunto risiede nell'anomalia, nell'intuizione umana che rompe gli schemi di un sistema altrimenti troppo perfetto», spiega Mattia Geraci. «Il rigore tecnico è fondamentale, ma il nostro carburante restano la curiosità e il divertimento. Vogliamo esplorare quello spazio in cui AI e CGI smettono di essere semplici esecutori e diventano partner di un processo creativo guidato dall'istinto e dall'errore umano».
L'approccio hybrid first di rbbtt
Per garantire output molto innovativi ma in grado di mentenere l'affidabilità tecnica, rbbtt adotta un modello operativo pensato per bilanciare estro e flessibilità.
«Il nostro flusso di lavoro si basa su un approccio 'hybrid first', completamente agnostico dal punto di vista degli strumenti», sottolinea Martino Paleari. «Non ci leghiamo a un software predefinito, ma partiamo dall'obiettivo per costruire la pipeline custom più adatta al singolo progetto. Uniamo la solidità delle competenze tecniche alla costante spinta alla sperimentazione, forzando i tool fino a far emergere l'inaspettato. Alla base di tutto, però, resta il tocco umano: le tecnologie cambiano, ma sono le persone a garantire un processo aperto, collaborativo e trasparente per i nostri clienti».
La nuova realtà entra nel mercato con volontà di riscrivere le regole della content production, dimostrando che l'AI e il 3D non sostituiscono la creatività, ma ne esaltano l'imprevedibilità quando sono guidati dalla giusta componente umana.