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Valori a più voci

A cura di Sergio Amati, General Manager IAB Italia

Storie di valori per il nuovo mondo digitale

05/10/2020
di Sergio Amati, General Manager IAB Italia

Imprenditività

Aumentare la dose di “imprenditività" nelle aziende farà la differenza per ripartire. Ma cosa vuol dire imprenditività? Significa Creatività, Coraggio, Proattività e Concretezza. Valori da applicare con una mentalità positiva, perché “ora serve continuare a pensare che nessuna crisi è insuperabile”. Leggi la nuova puntata di Valori a più Voci

La mia visione del lavoro è sicuramente condizionata dalle mie origini. La mia famiglia è piena di imprenditori e io, pur avendolo fatto solo per una parte della mia vita, ho sempre voluto avere un approccio “imprenditivo” in tutti i ruoli professionali che ho ricoperto.

La super digitalizzazione generata dal Covid ha reso a mio parere ancora più urgente per tutti un cambio di mentalità, dove occorre andare oltre gli stereotipi e ripensare, a volte anche reinventare i propri ruoli all’interno delle organizzazioni. Aumentare la dose di imprenditività nelle aziende farà la differenza per ripartire.

Essere imprenditivi per me significa tante cose. Cerco di sintetizzarle in quattro parole, profondamente collegate tra loro.

La prima è Creatività. La cosa che apprezzo e che incentivo di più nelle persone con cui lavoro, e che cerco anche di applicare a me stesso ogni giorno, è la capacità di proporre idee nuove o di trovare soluzioni originali ai problemi. Io penso che la creatività vada continuamente stimolata attraverso lo studio e la curiosità, il che significa leggere molto, ascoltare, cogliere in mille possibili ambiti gli spunti su cui costruire idee e progetti. Deve però essere anche alimentata dai fatti, per non diventare un mero esercizio di stile (io lo chiamo “onanismo intellettuale”). Occorre partire da presupposti reali, studiare rapidamente ma con attenzione il contesto e infine pensare a
tantissime soluzioni cercando di vedere l’opportunità più che il problema.

La seconda è Coraggio. Non serve essere grandi imprenditori per avere coraggio: anche nei progetti di tutti i giorni, prendersi una dose di rischio può fare la differenza e dare grandi soddisfazioni. Sento troppo parlare di “ruoli” che sono quasi sempre alibi per non prendersi le proprie responsabilità. Il ruolo, soprattutto in una piccola impresa, dovrebbe essere concepito non come una casella fissa ma come un ambito ampio da costruire e plasmare quotidianamente. Sta poi a chi guida le organizzazioni riconoscere e valorizzare chi ha il coraggio di uscire dal proprio ruolo e andare oltre. 

La terza è Proattività. Quando ci si trova in un contesto aziendale dinamico, in particolare dove esiste la necessità vitale di innovare per non scomparire, è fondamentale porsi delle domande invece che aspettare delle risposte. Questo vale da sempre ma ora, in un momento di drammatica urgenza, rifugiarsi nell’attesa è ancora più dannoso. Occorre ragionare con la propria testa e giocare per vincere la partita senza aspettare che qualcuno la vinca per noi.

La quarta è Concretezza. Oggi più che mai è fondamentale la capacità di legare le idee ai risultati. La consapevolezza di essere in un momento storico di enormi difficoltà deve essere un grande stimolo per generare idee nuove ma deve anche imporre di guardare sempre ai risultati concreti. Ogni giorno occorre pensare al futuro ma anche piazzare un mattone, anche piccolo, per migliorare il presente. È un challenge difficile ma si può vincere, con disciplina mentale e senso delle priorità. Gli strumenti che il digitale ci offre sono un ottimo aiuto per gestire questo processo a due velocità: avere davanti un piano di lavoro ben organizzato aiuta a mantenere gli occhi sulle cose da fare subito senza dimenticare che una parte del proprio tempo debba comunque essere dedicata al nuovo.

Esiste una quinta parola che personalmente credo essere la più importante, ed è Positività. La capacità di guardare avanti con fiducia ci ha aiutato nei mesi difficili del lockdown a realizzare progetti straordinari. Serve ora continuare a pensare che nessuna crisi è insuperabile. Io definisco spesso questa come una guerra, ma ricordo che chi ci ha preceduto ha vissuto guerre ben peggiori e ha saputo uscirne più forte di prima. Lo spirito imprenditoriale, o imprenditivo è soprattutto questo. 

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