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23/10/2020
di Teresa Nappi

GroupM stringe una partnership con SpotX per il video advertising premium

L'accordo non è esclusivo, ma garantisce ad ambo le parti ampi vantaggi in termini di trasparenza, qualità, prezzi e risorse investite in programmatic

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GroupM (WPP) ha scelto SpotX, piattaforma video supply-side, come partner preferenziale per la programmatic video inventory, sia per il digitale sia per le OTT tv.

La partnership non sarà di natura esclusiva e il colosso globale del media planning e buying continuerà a lavorare anche con altre piattaforme in base alle esigenze dei clienti.

Il fatto però di scegliere un partner preferenziale - premium e controllato - consente al gruppo di agenzie che fanno capo a GroupM di garantire risparmio, trasparenza e qualità dell’inventory ai clienti.

Oltre a tutto questo, l’accordo permetterà a SpotX e GroupM di sviluppare insieme prodotti che consentiranno alle agenzie parte della company un migliore accesso all’inventory e alla target audience.

L'accordo con SpotX si basa su una partnership privilegiata simile che GroupM ha siglato a marzo scorso con un'altra piattaforma di fornitura, Index Exchange, e segna il passo in una tendenza delle agenzie a consolidarsi attorno ai partner di fornitura preferiti per mitigare le complessità della pubblicità programmatica e concludere accordi migliori per i loro clienti.


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Esra Bacher, managing partner and programmatic investment lead della divisione di WPP, ha spiegato che l’obiettivo della partnership era assicurare a GroupM l’accesso a un’inventory unica e alle migliori tariffe possibili per i clienti delle sue agenzie.

Non sono state rese note le entità degli sconti sulle tariffe, ma il manager ha aggiunto che il gruppo si concentrerà principalmente sulla trasparenza dei prezzi applicati, sulla qualità dell’inventory e sull’accesso ai dati.

La partnership consente inoltre ai clienti di GroupM di richiedere un audit completamente trasparente su qualsiasi offerta che passa attraverso la piattaforma SpotX, che è una richiesta abbastanza standard nei media tradizionali, ma di difficile accesso nell’universo programmatico.

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