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27/05/2021
di Caterina Varpi

Digital tax: versati 233 milioni di euro contro i 780 milioni attesi

I gettiti dalla tassa sui servizi digitali sono meno di un terzo di quelli previsti

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Nel suo primo anno di applicazione, la digital tax italiana risulta sotto le aspettative: il gettito nelle casse dell'Erario ammonta a 233 milioni di euro, contro i 780 milioni attesi, quindi meno di un terzo di quanto previsto

A fornire i numeri è stato il ministro dell'Economia Daniele Franco, durante il question time alla Camera, si legge su Repubblica.it.

"Sono stati ripartiti versamenti effettuati con modello F24, fino al 17 maggio 2021, per un importo di 98 milioni di euro da parte di 49 soggetti - 40 società di capitali e nove soggetti non residenti - e sono stati rilevati dalla Ragioneria generale dello Stato bonifici effettuati direttamente in tesoreria, per un importo di 135 milioni di euro", ha riportato il ministro. Tra i soggetti, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbero figurare Amazon, Google, Facebook e le altre grandi società del web.


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Prevista dalla legge di Bilancio 2019, la tassa sui servizi digitali è stata introdotta solo con quella successiva. Originariamente la data di scadenza per il primo versamento era il 16 febbraio di quest’anno, poi il decreto legge del 15 gennaio ha concesso 30 giorni di tempo in più, rimandando, contestualmente, anche la scadenza per la presentazione della dichiarazione. L'imposta, entrata in vigore il primo gennaio del 2020, prevede un'aliquota del 3% che si applica sui ricavi dei soggetti che prestano servizi digitali con almeno 750 miloni di euro di fatturato e un ammontare dei ricavi derivanti da servizi digitali non inferioire a 5,5 milioni di euro.

La tassa sui servizi digitali è stata al centro di un lungo dibattito negli anni scorsi, suscitando l'attenzione di diverse associazioni del settore, tra cui UNA, IAB Italia e Anso, su punti controversi come i fenomeni di doppia tassazione, le problematiche per operatori locali e intermediari, la pubblicità mirata.

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