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16/03/2022
di Andrea Di Domenico

Mondadori, l’area Media chiude il 2021 con ricavi oltre i 206 milioni e pubblicità a +27%

Il gruppo guidato da Antonio Porro continua la propria focalizzazione strategica su libri, retail e media digitale, mentre potrebbe cedere altre testate cartacee

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Il Gruppo Mondadori chiude il 2021 con il migliore risultato netto degli ultimi 10 anni (utile di 44,2 milioni di euro), torna a distribuire dividendi e continua il percorso di riposizionamento strategico verso i core business dei libri, del retail e del media digitale.

I risultati economici e finanziari del Gruppo Mondadori al 31 dicembre vedono i ricavi attestarsi a 807,3 milioni di euro, evidenziando un incremento dell’8,5% rispetto ai 744 milioni di euro dell’esercizio precedente, grazie all’evoluzione positiva che ha caratterizzato in generale tutte le aree di business. La crescita dell’entrate combinata con l’attenzione ai costi fanno sì che l’Ebitda adjusted abbia raggiunto i 105,7 milioni di euro, in miglioramento di 7,7 milioni di euro rispetto al 2020, con marginalità pari al 13,1%. Il risultato netto di Gruppo è di 44,2 milioni di euro, rispetto ai 4,5 milioni di euro del 2020.


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La strategia di Mondadori

Nel corso del 2021 Mondadori, come ha spiegato mercoledì l’a.d. Antonio Porro presentando i dati a stampa e operatori finanziari, ha continuato a concentrarsi sulla propria strategia di crescente focalizzazione sul core business dei libri, che ormai (considerando anche il retail) genera il 76% dei ricavi consolidati e l’89% dei margini complessivi. Nel 2021 Mondadori ha portato a termine l’acquisizione di D Scuola - insieme a Rizzoli Libri l’investimento più importante degli ultimi 15 anni - che ha consentito al Gruppo di conseguire una posizione di leadership anche nel mercato dell’editoria scolastica e annunciato ulteriori operazioni: le acquisizioni del 50% di A.L.I. - Agenzia Libraria International - e di DeA Planeta Libri.

Nell’altra area di business di Mondadori, ossia l’area Media, il Gruppo nel 2021 ha registrato una crescita dei ricavi trainata dal business digitale e dalla ripresa del mercato pubblicitario. I ricavi hanno raggiunto i 206,6 milioni di euro nel 2021, in crescita del 4,5% rispetto ai 197,6 milioni di euro dell’esercizio precedente.

In particolare, i ricavi derivanti dalle diffusioni sono risultati in calo del 7,1%, dati a cui fa fronte il +27% relativo ai ricavi pubblicitari. A fine 2021 il business pubblicitario di Mondadori è di 69,3 milioni di euro, di cui 43,3 milioni relativo al segmento digitale. Le attività digitali risultano in crescita del 40% anche grazie al contributo di AdKaora e al consolidamento di Hej! (+18% escludendo tale acquisizione). La raccolta sulle testate periodiche print ha fatto segnare un incremento del 10% circa.

Pubblicità, la quota del digitale cresce ancora

Come ha sottolineato l’a.d. Antonio Porro, l’incidenza dei ricavi digital sul totale dei ricavi pubblicitari è ormai superiore al 62%, a conferma della posizione di leadership di Mondadori Media nel digitale e sui social e della sempre minore dipendenza dei ricavi della business unit dalla raccolta pubblicitaria print. Con la recente cessione di Donna Moderna e Casa Facile a Stile Italia Edizioni, il gruppo Mondadori ha compiuto un’ulteriore step nella razionalizzazione del portafoglio di brand editoriali, passati dai 30 del 2018 ai 15 attuali. Nell'ambito di questo trend, se da una parte nelle scorse settimane ha visto la luce il brand digitale The Wom dedicato al target delle giovani donne, nel corso del 2022 il gruppo è pronto a esplorare "eventuali opportunità di valorizzare e razionalizzare ulteriormente il portafoglio di testate print”, ha detto Porro parlando con i giornalisti. 

Per quanto riguarda il 2022 il Gruppo Mondadori prevede di poter mettere a segno una crescita dei ricavi di tipo “mid-single digit”, un Ebitda Adjusted in incremento di oltre il 20% e un risultato netto stimato in crescita a doppia cifra. Per quanto riguarda nel dettaglio il business della pubblicità, il gruppo prevede nel prossimo triennio una crescita media del 5% annuo nella componente digitale, e una contrazione del 6% l'anno per quella cartacea. "Nei primi due mesi dell'anno l'andamento è in linea con le aspettative, anche un po' meglio delle previsioni per la parte print", ha detto alla stampa l'a.d. Porro, spiegando che al momento la raccolta pubblicitaria non risente della difficile congiuntura internazionale, tra difficoltà degli approvigionamenti e guerra in Ucraina. 

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