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17/12/2018
di Simone Freddi

IAB Italia risponde a Di Maio sulla web tax: «Serve intervento a livello nazionale»

L'associazione reagisce alle parole del ministro dello Sviluppo Economico, il quale sul tema auspica piuttosto un provvedimento a livello Europeo

Carlo Noseda

Carlo Noseda

Riprende il dibattito sulla web tax. Dopo lo slittamento dell'ipotesi di prelievo del 3% sui ricavi digitali introdotto dalla Finanziaria 2017 ma mai applicato, il nuovo Governo ci riprova in vista della Legge di Bilancio. Tra le ipotesi sul tavolo di palazzo Chigi, ci sarebbe in particolare una versione rivisitata dell'imposta che ne restringe il campo di applicazione, limitando lo scopo all’advertising online e trovando il modo di rendere l’imposta applicabile al più tardi dall’1 gennaio 2020. Ma c'è anche una proposta avanzata dal leghista Giulio Centemero, che propone un raddoppio del prelievo rispetto a quanto stabilito nella precedente legislatura, portandolo al 6%. Ci sarebbero però da vincere le resistenze del M5S: il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio la scorsa settimana ha in qualche modo frenato rispetto a un approccio italiano alla web tax, sostenendo che distorcerebbe il mercato, e auspicando piuttosto un intervento UE sul tema. "Gli over the top non pagano le tasse dovute e per questo il nostro impegno è di stimolare l'Ue, a fronte della riduzione di risorse dovuta alla Brexit, a prevedere nuove entrate dirette tassando i giganti del web, non solo nel settore dei media ma anche dell'ecommerce. Quest'azione ci consentirebbe di riequilibrare il mercato anche sotto il profilo della concorrenza" ha detto il ministro dello Sviluppo Economico in audizione in commissione di Vigilanza Rai - aggiungendo che "svolgere quest'azione come singolo paese sarebbe inefficace". A queste dichiarazioni, IAB Italia, l'associazione che rappresenta gli operatori della pubblicità online, ha risposto ribadendo invece la necessità di un intervento urgente e mirato a livello nazionale. "La disparità fiscale tra i colossi del web e le aziende assoggettate a tassazione italiana, o estera ma congrua, non è più sostenibile - ha scritto l'organismo in una nota -. La competizione non può più attendere, come ha detto il Ministro Tria". A sostegno di questa tesi, fortemente sostenuta anche all'interno del recente IAB Forum, l'organismo ha veicolato nelle scorse settimane una campagna pubblicitaria per sensibilizzare il mercato e le istituzioni sul tema. «L’UE ha perso una grande opportunità e una soluzione comunitaria richiede certamente tempi lunghi. L’Italia ha l’occasione di essere la prima ad adottare una normativa che ridurrebbe da subito il gap sulla tassazione per le aziende italiane che operano nel settore», ha dichiarato Carlo Noseda, presidente di Iab Italia.

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