• Programmatic
  • Engage conference

La dimensione digitale della vita

Giacomo Fusina
a cura di Giacomo Fusina

Il digitale agisce a un livello di profondità di cui non siamo pienamente consapevoli. I nostri clienti ci chiedono di analizzare i comportamenti delle persone ma in Human Highway vogliamo anche comprendere come l’ambiente connesso modifica gli atteggiamenti di fondo, il mondo interiore e il senso dell’identità personale e sociale.

22/07/2022

I social e le letture alternative della realtà

Uno studio di Disinfo Lab ha mostrato che diversi account Social della disinformazione sul Covid-19 si sono dedicati dal 24 febbraio 2022 all’informazione sulla guerra in Ucraina con lo stesso stile narrativo e gli stessi meccanismi di coinvolgimento dei lettori che avevano affinato nei due anni precedenti. È solo una tra le tante analisi che la ONG offre al pubblico per mostrare l’esistenza di campagne organizzate di disinformazione, gestite da network che hanno la finalità di inquinare il dibattito pubblico e indebolire la coesione delle società democratiche.

Considerata l’elevata confusione che regna sotto il cielo, e il fatto che la verità non esiste più, potremmo chiamare questa prassi di diffusione di un'informazione antagonista non tanto “disinformazione” ma la costruzione di “letture alternative” della realtà, che – pur basandosi sugli stessi fatti e informazioni – combinano le componenti del ragionamento in modo originale e offrono conclusioni diverse dall’informazione mainstream dei grandi gruppi editoriali e dalle posizioni ufficiali dei governi delle democrazie occidentali.

La matrice comune alle letture alternative della realtà è lo svelamento di verità non evidenti (qui sì che la verità esiste!) che qualche potere ha interesse a mantenere nascoste al grande pubblico.

La ricerca

Human Highway ha condotto un’indagine su 1.000 individui rappresentativi dei 42 milioni di italiani online maggiorenni, ponendo loro 19 domande relative all’epidemia di Covid-19, alla guerra in Ucraina e all’informazione di attualità.

La ricerca è stata finora eseguita in due wave, una a marzo e una a giugno 2022, utilizzando il medesimo questionario e lo stesso schema di analisi. Le valutazioni che raccolgono il massimo consenso sono relative all’efficacia dei vaccini nel contrastare il Covid-19 (71/75%) e l’incredulità nel vedere il verificarsi di due eventualità, prima una pandemia e poi una guerra in Europa, che il 70% degli intervistati consideravano impossibili.

I risultati più interessanti riguardano le variazioni intervenute in solo tre mesi in alcune letture dei fenomeni. Il cambiamento riguarda in particolare il pensiero sulla genesi e sull’evoluzione della guerra in Ucraina e segnala un tono meno risoluto nella condanna della Russia.

La combinazione di tutte le risposte ha consentito di individuare quattro profili di individui che condividono lo stesso modo di leggere la realtà:

  1. Sfiduciati: persone che hanno perso fiducia nella propria capacità di farsi un’idea sull’attualità
  2. Disorientati: persone che dichiarano di non essere in grado di elaborare una propria posizione e un giudizio sulle due grandi crisi recenti
  3. Letture alternative sul Covid-19: coloro che non credono alla severità della pandemia e all’efficacia dei vaccini e ritengono che i governi abbiano agito in modo non proporzionato
  4. Letture alternative sulla guerra, associate a una certa morbidezza, se non simpatia, nei confronti dell’operazione speciale russa.

Il gruppo più numeroso è quello dei Disorientati e si compone di oltre 16 milioni di persone (+1,2 milioni negli ultimi tre mesi). Anche gli Sfiduciati crescono di un milione e mezzo di unità e raggiungono il 15,2% a giugno 2022. Mentre il gruppo di coloro che hanno elaborato una lettura alternativa sul Covid-19 sono rimasti un numero stabile (10%, quattro milioni di persone), è notevole l’incremento delle letture alternative sulla guerra, alle quali in giugno aderivano 3,7 milioni di persone in più rispetto a marzo 2022.

La quota restante della popolazione non è in alcun cluster perché è poco interessata ai temi trattati oppure non ha posizioni così nette da caratterizzarne il pensiero in modo univoco.

Tornando ai cluster, si nota che alcuni atteggiamenti si correlano con altri: la sfiducia, per esempio, alimenta l’emergere delle letture alternative sul Covid-19 e sulla guerra mentre il disorientamento genera in un ampio gruppo di persone l’impossibilità di aderire a una particolare interpretazione degli eventi.

Le persone che hanno maturato letture alternative sul Covid-19 sono nel 62% dei casi anche nel gruppo di quanti dubitano delle posizioni mainstream sulla guerra e questa quota è in crescita negli ultimi tre mesi. Non è però vero l’inverso: le persone che criticano la visione per cui la Russia va condannata senza appello per un’azione aggressiva contro una nazione che è giusto aiutare a difendersi (in sintesi, la posizione mainstream) sono solo il 22% dei no vax / no mask e questa quota è in calo negli ultimi tre mesi.

Infine, l’intensità dell’esposizione ai Social non è correlata con alcun profilo. Il disorientamento, invece, cresce tra quanti dichiarano di informarsi con maggior frequenza sui giornali, alla Radio e in TV.

Le conclusioni

La ricerca mostra che le persone che per due anni hanno sollevato dubbi sulla natura e la gravità della pandemia e sull’efficacia della soluzione dei vaccini oggi in larga parte non aderiscono alle valutazioni sulla guerra che prevalgono in occidente ma elaborano letture alternative. Non sono tanti, più o meno il 10% della popolazione, ma probabilmente brontolano e argomentano le loro posizioni sui social con maggior frequenza e veemenza rispetto alla media, e questo li fa apparire più numerosi.

L’emergere di molteplici letture della realtà non è direttamente attribuibile all’esposizione ai social media: la frequentazione dei social è mossa da una varietà di motivazioni e si sviluppa con dinamiche così diverse che non è possibile stabilire un nesso di causalità tra stare sui social e maturare posizioni alternative sui fatti di attualità o, in altre parole, finire nella rete della disinformazione.

Disinfo Lab segnala un processo molto interessante, e per certi versi inquietante, che va tuttavia ponderato con attenzione: se è importante considerare quello che viene scritto sui social, è ancora più importante concentrarsi su quello che viene letto. Anzi, indagare come viene riletto, attraverso i filtri culturali e i valori che formano l’opinione pubblica.