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03/07/2018
di Alessandra La Rosa

Chiude Mosaicoon. Troppa concorrenza dai colossi del web

La società è stata per anni un simbolo del successo delle startup italiane. Il fondatore Ugo Parodi Giusino: «Abbiamo dovuto far fronte ad una scarsità di capitali»

Dopo 9 anni, 20 milioni di euro di fatturato e l'apertura di sedi in tutto il mondo, Mosaicoon chiude. La notizia, circolata negli ultimi giorni, è stata oggi confermata dal suo fondatore Ugo Parodi Giusino. La start-up palermitana è in fallimento. Nonostante il suo ottimo posizionamento nel mercato della comunicazione video digitale, il suo business non ha retto alla concorrenza dei giganti del web, Google e Facebook. «Il tutto è arrivato a scheggia, è stato repentino - ha dichiarato Parodi Giusino alla testata PalermoToday -. Da un punto di vista formale andava seguito un iter. Dopo un primo momento di difficoltà, Mosaicoon non è riuscita a superare un’ulteriore fase di crescita. Dopo un primo percorso di investimenti e finanziamenti, dopo il sopravvento di moltissimi altri player come Facebook, abbiamo dovuto far fronte ad una scarsità di capitali». Da qui la decisione di chiudere, per evitare danni economici maggiori. Restano a casa oltre 100 dipendenti. Per anni un simbolo del successo delle startup italiane, per di più nel Mezzogiorno (il suo headquarter era a Palermo, a Isola delle Femmine), Mosaicoon nel tempo era stata insignita di vari premi internazionali, tra cui in Silicon Valley il “Best European Scaleup” tra le aziende europee con il più alto potenziale di crescita. Nel 2011 il Presidente della Repubblica aveva consegnato a Parodi Giusino il premio dei premi per l’innovazione. La società aveva anche ricevuto la visita dell'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi come esempio di impresa giovane e nel settore dell'innovazione nel Sud. Tra le sue sedi a Londra, Madrid, Milano, Roma, Singapore, Nuova Delhi e Seul, ha gestito progetti per clienti top spender, come McDonald’s, Vodafone, Barilla, Land Rover, Samsung, Alitalia e Walt Disney.

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