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21/08/2020
di Alessandra La Rosa

Brand Safety: Omnicom Media Group chiede standard più alti ai social network

La holding, insieme ad alcuni clienti, ha creato un gruppo volto a promuovere soluzioni per garantire posizionamenti pubblicitari sicuri

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Il tema della brand safety sulle grandi piattaforme sociali è recentemente riesploso, colpendo in pieno Facebook, che lo scorso mese è stato oggetto di una specifica opera di boicottaggio pubblicitario. Oltre un migliaio di aziende hanno smesso di acquistare annunci sul social, in segno di protesta nei confronti di come la piattaforma sta gestendo la presenza di fake news e contenuti inneggianti l’odio sui suoi spazi.

E anche ora che il boicottaggio è finito, il mondo dei buyer pubblicitari è deciso a continuare la sua opera di sensibilizzazione, chiedendo più controllo ai social network su come e dove le loro campagne pubblicitarie appaiono.

Secondo quanto riporta il New York Times, Omnicom Media Group e una decina di suoi clienti hanno costituito un gruppo, chiamato “Council on Accountable Social Advertising”, volto a promuovere presso le piattaforme tecnologiche standard più alti in merito ai posizionamenti e alle performance pubblicitarie. In particolare, il gruppo chiede che vengano messi in piedi dei sistemi capaci di garantire che le campagne non appaiano accanto a contenuti sgradevoli, oltre a una reportistica indipendente per provare la loro efficacia.

L’azione del Consiglio non è diretta alla sola Facebook ma a tutti i social, e molti di essi (Facebook, Twitter, TikTok e Reddit) hanno già accettato tali proposte, per il momento a titolo di principio. OMG, tuttavia, li monitorerà per vedere se effettivamente attueranno iniziative concrete per modificare i loro sistemi.   

Il NYT ricorda che quello di Omnicom non è il primo gruppo volto a spingere i social a modificare le dinamiche pubblicitarie tenendo conto delle esigenze di brand e utenti. La WFA, insieme a IAB e altre associazioni di mercato, agenzie e aziende, hanno recentemente formato una Partnership for Responsible Addressable Media, e IPG ha effettuato una verifica del comportamento dei social network nei confronti della responsabilità sociale, pubblicando nei giorni scorsi una classifica delle piattaforme più “responsabili” (ne abbiamo parlato qui).

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