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25/03/2020

B2X: ecco come il settore dell’ecommerce sta rispondendo all’emergenza Covid-19

Intervista a Guido Lucarelli, Fondatore e Ceo della società specializzata in servizi di commercio elettronico

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L’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19 ha stravolto le abitudini delle persone. In particolare, la chiusura dei negozi e di tutti i punti vendita non essenziali ha costretto i consumatori, da una parte, ad incanalare i loro acquisti nella grande distribuzione organizzata, dall’altra, a rivolgersi ai canali di eCommerce per soddisfare bisogni ordinari e straordinari. Su questi aspetti si è concentrata l’intervista di Engage a Guido Lucarelli, Fondatore e Ceo di B2X, società parte di Gruppo ISED che sviluppa e gestisce i canali di eCommerce per brand di largo consumo curando le attività di analisi, studio del business model, progettazione e sviluppo tecnologico, servizio clienti, logistica integrata, supporto fiscale, fatturazione, privacy, marketing e comunicazione. Quali fenomeni state osservando in questa fase così critica per il settore? “Non è certo tempo di bilanci ma di analizzare le tendenze attuali del mercato eCommerce e come le aziende stiano rispondendo al picco della domanda. Anche coloro che non si sono mai approcciati all’acquisto online stanno provando un’esperienza di acquisto, soprattutto per i beni di prima necessità. In questo momento stiamo riscontrando volumi simili a quelli del Black Friday, ma le problematiche legate a COVID-19 riducono l’efficienza delle logistiche, vi è un sovraccarico dei trasporti, con la conseguenza di inevitabili ritardi nella filiera distributiva”. Come state rispondendo a questa situazione d’emergenza? «Insieme ai nostri clienti, brand storici nazionali e internazionali, abbiamo creato una task force nella quale B2X si è resa disponibile a fare da collettore tra il cliente finale e il prodotto - impossibile da reperire nei negozi fisici, fosse solo per il fatto che in questo momento molti di essi sono chiusi -, favorendo anche le aziende più piccole che oggi fanno fatica ad avere un canale di sbocco e raggiungere i clienti anche in assenza di distribuzione tradizionale». Quali misure avete attuato per fronteggiare l’incremento esponenziale degli ordini? «In termini di volumi, rispetto alle settimane precedenti l’inizio dell’emergenza, le vendite nei negozi online che gestiamo sono aumentate fino a 5-10 volte, causando problemi nella gestione degli stock, della logistica e della gestione del customer care. Operando principalmente nei settori dei beni di consumo di prima necessità, anche per bambini, abbiamo perciò concentrato gli sforzi nell’allungare gli orari della nostra assistenza, per semplificare il rapporto con i clienti». L’eCommerce può aiutare le aziende che non lo sfruttano ancora per recuperare una parte di fatturato che stanno inevitabilmente perdendo? «Questa situazione ha fatto emergere in modo sempre più chiaro quanto il retail fisico deve e dovrà essere sempre più integrato con il canale digitale non solo per i prodotti considerati voluttuari, ma anche e soprattutto per quelli necessari. Le aziende che ancora non si sono avvicinate al mondo digitale lo dovranno fare e il mio consiglio è che lo facciano immediatamente, perché questa emergenza ci porterà inesorabilmente a un cambiamento dello stile di vita e delle modalità di consumo».

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