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19/07/2018
di Andrea Salvadori

Anche Publicis Groupe delude il mercato: calo organico del 2,1% nel Q2

Così come i dati di Omnicom Group, anche i risultati della società francese ottengono performance peggiori di quelle attese. Ma il ceo Arthur Sadoun conta di rispettare gli obiettivi prefissati per il 2018

Holding della pubblicità sempre più in difficoltà dinanzi ad un mercato dove le grandi aziende continuano a ridurre le fee garantite alle agenzie e dove la competitività, tra società di consulenza e over the top, è sempre più agguerrita. Se ieri è stato Omnicom Group a deludere gli analisti con i suoi dati di bilancio, oggi è Publicis Groupe a non centrare le aspettative degli analisti con la semestrale. Alla Borsa di Parigi il titolo è arrivato a perdere in mattinata l’8,9%. E ricordiamo che Wpp ha definito il 2017 il suo "anno peggiore dal 2009". La società francese guidata dal ceo Arthur Sadoun, cui fanno capo agenzie come Publicis, Leo Burnett e Saatchi & Saatchi, e le centrali di Publicis Media, ha chiuso il secondo trimestre del 2018 con ricavi a quota 2,2 miliardi di euro, in decremento dell'8,3%, e con un calo organico del suo giro d’affari del 2,1%. Il mercato si aspettava invece il segno più e un incremento, sempre a livello organico, dell’1,1%. Nel Nord America, il terzo operatore mondiale della pubblicità ha lasciato sul terreno, sempre a livello organico, il 2,3% del business, soprattutto a causa dell’andamento negativo nel comparto della comunicazione healthcare, ha spiegato Sadoun: la unit Publicis Health in particolare ha visto scendere di 30 milioni di euro il suo fatturato negli Stati Uniti. Tanto che Sadoun ha annunciato di avere deciso di rivedere le strategie in quest’area di attività “molto volatile, con bassi margini e non centrale nel nostro business”. Anche in Europa le attività di Publicis Groupe hanno sofferto, in questo anche a causa dell’introduzione della Gdpr, il nuovo regolamento sulla privacy dell’Unione europea che ha costretto il gruppo a sospendere le pianificazioni di diversi clienti con quegli editori che non si sono prontamente adeguati alla normativa. A livello organico Publicis ha perso nel Vecchio Continente il 3,6%. L’andamento è stato negativo anche in Asia (-2,1%), mentre America Latina e Medio Oriente-Africa hanno chiuso in positivo (rispettivamente +7,2% e +4,5%).

Sadoun: «Prospettive positive per la seconda parte dell'anno»

Non sono mancati ad ogni modo segnali positivi: nel semestre il margine operativo è aumentato di 60 punti percentuali al 14,4%, grazie soprattutto alla politica di riduzione dei costi, mentre, a fronte di un risultato netto in peggioramento del 19% a quota 313 milioni di euro, gli utili diluiti per azione sono cresciuti del 13% a 1,94 euro. Il gruppo francese conta di ottenere a fine anno i risultati prefissati in termini di crescita e di marginalità al piano triennale presentato a fine marzo. Anche perché, ha detto Sadoun, il bilancio potrà beneficiare degli effetti delle acquisizioni di nuovi clienti messe a segno di recente, tra cui a livello internazionale Daimler, Campbell e Marriott, mentre è notizia di pochi giorni fa la vittoria nella gara per il media globale di Lenovo. Inoltre, il nuovo modello di business basato su dati, creatività e tecnologia sta già dando risultati più che soddisfacenti, «con crescite del 25% nelle aree dei data, delle creatività dinamiche e del business della digital transformation»

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