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18/06/2020
di Francesco Tempesta

N26 punta sugli influencer per la nuova campagna

Per la banca online, i creator ​Marcello Ascani, Riccardo Bertrando, Francesco Galati​ e ​Simone Cioè creeranno e condivideranno contenuti sui social media inerenti la gestione del risparmio

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N26 punta sul mondo degli influencer per aiutare i consumatori a migliorare le proprie conoscenze finanziarie e rendere il lessico bancario più accessibile. La banca digitale ha lanciato infatti la #BigBankingChat, un progetto che punta a diventare la più grande discussione online al mondo sul banking. N26 sta dialogando con i consumatori e la community invitandoli a partecipare a test online, a porre le loro domande e rispondendo loro con una serie di contenuti creati in collaborazione con i suoi esperti di finanza e influencer di tutto il mondo. La vita è cambiata in modo significativo dopo il Covid-19. N26 ha scoperto che quasi la metà (49%) della popolazione mondiale è preoccupata per il proprio futuro finanziario. In Italia il 76% degli intervistati ha dichiarato di aver modificato le proprie priorità finanziarie e il 30% è in pensiero per l’andamento delle proprie finanze. Attraverso la #BigBankingChat, N26 vuole cercare di ridurre le preoccupazioni delle persone per permettere loro di gestire il proprio denaro in modo più sereno. Per questo motivo, l'azienda ha reclutato più di 50 influencer da tutto il mondo per amplificare la discussione attorno alla Big Banking Chat. In Italia, gli influencer che animeranno la Big Banking Chat sono giovani digital creator che, sui loro canali, trattano di tematiche legate al risparmio, ma anche alla tecnologia e ai viaggi: ​Marcello Ascani, Riccardo Bertrando, Francesco Galati​ e ​Simone Cioè. «Il focus della campagna - spiega a Engage Roberto Forleo, Marketing Manager Italia di N26 - è la nostra ricerca sulle abitudini di gestione dei soldi e le relazioni che i clienti hanno con la propria banca. Si tratta di un progetto che prende in considerazione le relazioni, e proprio per questo motivo non prevediamo pianificazioni pubblicitarie ma attivazioni lato influencer per stimolare la conversazione tra utenti, lo scambio di informazioni e la creazione di momenti di confronto. Una strada sicuramente diversa per una banca, ma il nostro obiettivo è quello di voler essere il più vicino possibile ai nostri clienti (attuali e potenziali) e con questa campagna siamo sicuri di andare nella giusta direzione». Roberto Forleo Insieme, gli influencer coinvolti aiuteranno a condurre una conversazione aperta, forniranno risposte alle domande poste dai consumatori di tutto il mondo e sveleranno tutti i trucchi per gestire al meglio il proprio denaro, oltre a chiarire alcuni termini del gergo bancario spesso troppo complicato e lontano dalla quotidianità. Durante la campagna, gli influencer di N26 creeranno e condivideranno oltre 1.000 contenuti sui social media, rispondendo alle domande più frequenti dei consumatori. In questo modo, per il 38% delle persone in tutto il mondo che non comprende appieno cosa sia la ​solvibilità​, o per quel 30% che ha dichiarato che pensare alle proprie finanze li rende "nervosi", gli influencer di N26 saranno a disposizione per aiutarli. Dietro il progetto, un pool di agenzie internazionali: «La campagna, avendo uno scope global, ha avuto un coordinamento creativo e di scouting influencer a livello globale da agenzie estere che hanno ovviamente curato la declinazione e localizzazione nei vari paesi. Per quanto riguarda la ricerca degli influencer locali e globali ci siamo affidati a IMA, mentre a Don't Cry Wolf per l’ideazione e la creazione dei contenuti». Quanto ai progetti futuri, il brand punterà soprattutto al target dei millennial, con un occhio particolare al pubblico femminile: «Non sono previste nel breve pianificazioni pubblicitarie offline, ma per quanto riguarda le pianificazioni online (web e social) la comunicazione continuerà a essere molto concentrata su target dei millennial, con focus specifici rivolti al pubblico femminile, valutando eventualmente partnership editoriali come avvenuto recentemente ad esempio con Freeda e Wired».

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