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Decoding Behavior Driving Loyalty

A cura di Advice Group

La loyalty oggi ha un nuovo volto e abbraccia la relazione col consumatore e con il trade a 360 gradi. Parleremo di engagement, fedeltà, gamification… ma soprattutto di dati comportamentali e di come imparare a usarli (meglio).

09/09/2021
di Fulvio Furbatto, Ceo e Founder di Advice Group

Sei sicuro di conoscere i tuoi follower?

Spesso le aziende non realizzano come la loro social community non sia la loro customer base. L’asset generato dall’amore per il brand è in realtà in mano ai big player dei social network. Ma esiste una soluzione semplice quanto attuale: i social contest

Nell’ultimo anno, come è ormai noto a tutti, la digitalizzazione della popolazione mondiale è stata fortemente accelerata dalla situazione pandemica e i brand hanno visto l’avanzare, in particolare, di due fenomeni: da un lato l’affacciarsi per la prima volta di nuovi utenti sui loro touchpoint digital e dall’altro l’accelerazione nella fruizione di servizi innovativi via web. Ad oggi sono oltre 50 milioni le persone in Italia connesse a Internet, con un incremento del 2,2% rispetto al 2019.

Ne consegue che sia notevolmente aumentato l’utilizzo dei social network sia in termini di numero di utenti attivi sia per quanto riguarda le ore spese all’interno delle piattaforme. Basti ensare che, 41 milioni di italiani utilizzano regolarmente i social media, con un aumento del 6% nel 2020.

Nell’ultimo periodo per le aziende soprattutto physical centriche il web si è dimostrato il mezzo fondamentale per rimanere in contatto con i propri consumatori, accelerando la loro trasformazione digitale e impegnandosi nello sviluppo di nuove strategie di engagement. Sport, entertainment, travel, retail sono solo alcuni dei settori che hanno sentito la necessità di accorciare la relazione avvicinandosi maggiormente ai propri utenti.

Anche la demografia del pubblico digitale si è evoluta. La Generazione X e i Boomer hanno accelerato l’adozione e l'uso della tecnologia, migliorando anche il loro atteggiamento nei confronti di shopping online e pagamento di servizi streaming. Tutto ciò ha permesso alle aziende di raggiungere, sui canali online, sia il core target, che nuovi potenziali clienti.

Il boom dei social content contest!

Tra le strategie di social media marketing e comunicazione che negli ultimi mesi hanno preso piede sui social network ci sono i cosiddetti social contest: importanti strumenti di marketing che permettono di raggiungere diversi obiettivi basandosi sulla content strategy e sulla conversione.

I social contest sono diventati così la nuova frontiera per ingaggiare i consumatori online per poi convertirli su asset proprietari, come i sistemi di CRM o le CDP (customer data platform) in grado, infine, di agirli e gestirli 1to1. Ecco che finalmente, oltre a permettere di rafforzare la brand identity, stimolare l’interazione tra utente e marca e sostenere le vendite di un determinato prodotto/servizio, i social diventano uno strumento fondamentale e propedeutico per convertire e conoscere i propri follower.

It’s time to recognize

Sembra incredibile ma ancora oggi, spesso, le aziende sottovalutano o ignorano completamente questo problema: le informazioni dei follower delle loro pagine social sono di proprietà dei social network e non dell’azienda! Oltre a non essere un valore effettivo, il brand non conosce, se non superficialmente, quei follower e non può instaurare con loro un dialogo valoriale e bidirezionale che aiuterebbe a migliorare tutti gli obiettivi di marketing e di business dell’azienda.

I social sono uno canale fondamentale per i brand, ma bisogna iniziare a sfruttarli nel modo giusto e i social contest possono diventare lo strumento determinante per fare follower conversion e guidare così gli utenti della piattaforma social in un ambiente proprietario, all’interno del quale sviluppare un flusso di scambio di valore che permette al brand di rapportarsi direttamente con gli utenti.

Per raggiungere questi obiettivi esistono svariate piattaforme dedicate che permettono di ingaggiare il follower e fare onboarding, ovvero portarlo in un ambiente terzo tramite, per esempio, una semplice sfida o challenge su un contenuto specifico (video-foto-quiz  ecc.).

L’utente da unknown diventa conosciuto e per questo maggiormente fidelizzabile. In questi ambienti protetti e sicuri, dove l’utente è conscio dello scambio di informazioni con il brand, definiti walled garden, le aziende possono mappare e analizzare i comportamenti digitali degli utenti, in piena coerenza con la cookieless revolution, al fine di migliorare la loro experience e creare comunicazioni 1to1, mirate e personalizzate in base all’obiettivo che si vuole raggiungere.

C’è un vecchio detto che dice che ogni crisi porta nuove opportunità. Sei pronto a coglierle?

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