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21/02/2019
di Andrea Salvadori

Triboo, focus su contenuti, e-commerce e sviluppo all'estero. Riccardo Maria Monti: «Crescita anche per vie esterne»

La società, spiega il consigliere delegato, vuole rafforzarsi nei mercati food, moda e accessori, finanza e utilities. Stati Uniti, Brasile e Russia tra i target internazionali

Riccardo Maria Monti

Riccardo Maria Monti

Il rafforzamento dell’offerta editoriale e dei servizi di e-commerce, anche attraverso nuove acquisizioni, e l’accelerazione del piano di internazionalizzazione. Verte su questi due punti il piano di crescita messo a punto da Triboo, la società operativa nell’e-commerce e nell’advertising digitale che ha chiuso il 2018 con ricavi pari a 68,85 milioni di euro e un utile di 2,46 milioni di euro (secondo i dati preliminari comunicati al mercato) e che punta a raggiungere nel 2019 un giro d’affari di 84,5 milioni di euro e un utile netto di quasi 3,7 milioni. Triboo, spiega ad Engage Riccardo Maria Montidallo scorso dicembre consigliere delegato con responsabilità e deleghe per la strategia e lo sviluppo del gruppo quotato sul listino Mta di Borsa Italiana, «vuole posizionarsi come un partner digitale a tutto tondo per le aziende italiane e, in particolare, per quelle realtà interessate all’esportazione del proprio business». Da qui il piano di ampliare la propria offerta sia nel settore dei contenuti online sia dei servizi digitali messi a disposizione delle imprese. «Triboo conta da un lato di sfruttare l’onda dell’atteso boom del digitale in Italia, dove lo sviluppo della pubblicità online e quello dell’e-commerce hanno ancora ampi margini di sviluppo, soprattutto se si guarda a quanto è avvenuto negli altri paesi europei, a partire dalla Gran Bretagna. E dall’altro di mettere a frutto gli investimenti realizzati negli ultimi anni, grazie alle tante acquisizioni messe a segno sia sul fronte editoriale sia nel settore dell’e-commerce». La crescita dunque, nelle aspettative del management, avverrà sia per via organica sia per via esterna. Triboo ha comprato negli ultimi anni diverse realtà editoriali, come Html.it, Brown Editore e, lo scorso anno, il network Blogo, così come diverse aziende fornitrici di servizi per il commercio elettronico, da Sunny E-Brand a Net2b. La politica di acquisizioni non si ferma qui e Monti conferma che il gruppo potrebbe presto annunciare nuove operazioni. «Stiamo guardando con molta attenzione il mondo del food, che già presidiamo con il sito Agrodolce. L’export di cibo italiano nel mondo vale qualcosa come 50 miliardi di euro, il settore è in crescita e le potenzialità del commercio elettronico sono ancora in gran parte inesplorate. In questo mercato Triboo ha le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista e, dunque, deve ora aumentare la massa critica anche con acquisizioni di nuove property digitali e di marketplace e-commerce». La società guarda anche ad altri settori, come la moda e l’abbigliamento, la finanza e le utilities, dove la crescita potrà avvenire sempre con le stesse modalità, ovvero attraverso un rafforzamento dell’offerta di contenuti e del portafoglio di servizi digitali. Sul fronte internazionale, Triboo ha quindi in programma l’apertura di nuove filiali in mercati oggi non presidiati. «Siamo già operativi con una presenza diretta in Cina e Spagna, e presto apriremo gli uffici di Londra. Nel giro dei prossimi tre anni contiamo di presidiare importanti mercati come Stati Uniti, Brasile e Russia, il che ci permetterà di posizionarci come un vero partner globale per le aziende del made in Italy». Triboo dovrebbe quindi aprire nel corso dell’anno la sua Digital Factory a Napoli, un nuovo spazio dove saranno trasferite parte delle attività di sviluppo tecnologico della società. «Abbiamo individuato alcune aree, tutte situate in aree dove sono presenti importanti istituti accademici, per poter sfruttare al meglio le sinergie con il mondo della formazione», conclude Monti. «Napoli è già sede di diverse aziende operative nel mercato dell’innovazione tecnologica, come Cisco, Deloitte e Accenture. Poter operare nel capoluogo campano può rappresentare per noi dunque un’ottima opportunità per crescere anche nel mercato delle competenze digitali».

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