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28/01/2019
di Lorenzo Mosciatti

Hearst Italia: debutto online per Harper's Bazaar tra fine 2019 e inizio 2020

Intanto, il chief digital officer Massimo Russo, da poco entrato nel gruppo editoriale guidato da Giacomo Moletto, si occupa di contenuti online conto terzi, lead e utilizzo dei dati a fini ecommerce

Massimo Russo

Massimo Russo

Dopo l’operazione Esquire, il brand editoriale lanciato sul web e diventato poi anche un magazine cartaceo, Hearst Italia bissa e si prepara al lancio dell'edizione locale di Harper's Bazaar ricorrendo alla stessa formula. Ad annunciarlo è Giacomo Moletto, Ceo di Hearst Italia e di Hearst Western Europe, in un’intervista uscita su Italia Oggi. «Sì. Harper's Bazaar in Italia dovrebbe seguire lo stesso percorso di Esquire. Puntiamo a partire in Italia con una edizione online tra fine 2019 e inizio 2020. E sono molto contento di Esquire, che ha debuttato online nell'ottobre 2017 e poi, da ottobre 2018, è anche bimestrale cartaceo. È la conferma che si possono lanciare i brand pure partendo dal digitale, a patto che i brand siano forti», ha detto il manager al quotidiano di Class Editori. II gruppo editoriale, reduce da 2018 chiuso con 85 milioni di euro di ricavi, in linea con il 2017, e un discreto utile, ha di recente annunciato il ingresso nel gruppo di Massimo Russo con il ruolo di chief digital officer Hearst Western Europe. A lui spetta oggi il compito di «occuparsi di tutte quelle fonti di reddito diverse dall'advertising classico. Massimo Russo si muoverà su tre linee guida. In primis, c'è la produzione di contenuti digitali conto terzi. Poi c'è il tema dei lead: ovvero io azienda che faccio pubblicità sui brand di Hearst pago la casa editrice sia per le impression che la mia campagna pubblicitaria ha, appunto, sui brand verticali di Hearst, sia per i lead, ovvero quei visitatori che poi si trasformano in potenziali clienti per aver preso informazioni, inviato mail, scaricato app. Capita ormai sempre più spesso che le aziende nostre clienti siano interessate a generare registrati o abbonati ai loro siti. Quindi se generi lead, contribuisci più o meno direttamente a far crescere il fatturato del cliente. Infine, i brand di Hearst raccolgono una serie di dati sui visitatori che poi possono essere utili e funzionali a generare traffico sui siti di e-commerce». Massimo Russo Per quanto riguarda i contenuti per il digitale, non solo per il mercato italiano ma anche per il resto d’Europa, Hearst si appoggia alla consociata svizzera del gruppo, con sede a Chiasso, in Svizzera.

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