• Programmatic
  • Engage conference

19/06/2020

Recepimento direttiva copyright, l'Anso: «lasciate scegliere agli editori»

L’Associazione Nazionale Stampa Online si appella alle forze politiche e propone un emendamento affinché sia garantita la possibilità di scelta tra l’essere remunerati e la libera circolazione dei propri contenuti

«Non contro il copyright, ma che sia assicurata la libertà di scelta». L’Anso - Associazione Nazionale Stampa Online - torna sulla direttiva europea sul copyright e, in vista dell’approvazione, propone un emendamento chiedendo che sia garantita a tutti gli editori la possibilità di scegliere se essere remunerati oppure far circolare il più facilmente possibile i propri contenuti. Anso, che rappresenta oltre 150 quotidiani online locali, è stata parte attiva nella discussione sia a Bruxelles, sia recentemente in audizione presso la XIV commissione Affari europei al Senato sul disegno di legge n.1721 (Legge di delegazione europea 2019). L’associazione ora ribadisce la propria posizione: «Gli editori nativi digitali non sono contro il copyright, anzi siamo i primi a denunciare chi non rispetta i nostri contenuti - spiega Matteo Rainisio, vicepresidente Anso -. Abbiamo sempre sostenuto che per emergere nel web un editore digitale necessiti della libera circolazione dei propri contenuti su Facebook, Google, fino a TikTok. La richiesta che abbiamo portato avanti in questi anni è quella di concedere la libera scelta ai singoli editori e di non creare barriere burocratiche che possano rendere ulteriormente più complicata la vita ad un piccolo editore di provincia». Le preoccupazioni dell'Anso si concentrano soprattutto sull’articolo 11 della Direttiva Ue, che introduce la possibilità per gli editori di ricevere compensi “consoni ed equi” per l’utilizzo dei loro contenuti da parte dei “fornitori di servizi nella società dell’informazione”. La legge prevede il pagamento agli editori da parte dei motori di ricerca dei diritti per potere pubblicare sulle proprie pagine le anteprime degli articoli dai siti. Nello specifico, l’emendamento proposto riguarda l’articolo 9 del disegno di legge 1721 - che ha concluso l’iter in commissione e che dovrebbe essere votata dal Parlamento entro la pausa estiva - dove al comma 1, lettera "h", dopo le parole “tali pubblicazioni” Anso propone di aggiungere: “incluso il diritto di derogare ad accordi stipulati da associazioni di categoria ed enti di gestione collettiva, in ossequio al principio di libertà contrattuale”. «In questa crisi l’editoria digitale iperlocale ha svolto un ruolo fondamentale - prosegue Rainisio - raccontando quello che accadeva nelle province italiane, senza sosta e ponendo un argine al mondo delle fake news. Noi chiediamo a senatori e deputati di garantire a tutti gli editori, grandi e piccoli, le medesime opportunità decidendo appunto se voler essere pagati o meno per i propri contenuti su aggregatori di notizie, profili social e simili».

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI