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30/04/2020

Come adattare le strategie media durante COVID-19? I consigli di Jellyfish

Cinque suggerimenti per orientare le proprie attività di comunicazione nel modo corretto in queste settimane, con un occhio già rivolto al futuro

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In questa situazione globale in continua evoluzione è difficile sapere quale sia per un’azienda la mossa giusta da compiere. Uno dei tanti dilemmi che brand si trovano ad affrontare in questo momento è quello di come adattare al meglio le proprie strategie media sia nel breve ma anche nel lungo termine per il post Covid-19. In questo articolo abbiamo chiesto agli esperti di Jellyfish, partner digitale di importanti aziende italiane e internazionali, di condividere loro opinioni e i loro consigli su come brand possono affrontare questa nuova sfida.

Orientare la propria strategia al nuovo scenario

Secondo Steve Mikellides, Paid Search Director dell'azienda, è il momento di adattare le proprie strategie media a questo nuovo scenario nei casi dove questo è possibile. "Dai brand di moda che danno priorità al loro abbigliamento più casual ai grandi magazzini che promuovono capi per rendere più allegra la casa, concentrando la propria strategia su ciò che è più di valore per i clienti in questa fase i brand possono posizionarsi meglio per soddisfare la domanda del momento”. Non si tratta soltanto di attrarre nuovi clienti. Idealmente i brand dovrebbero utilizzare questo momento per prendere in considerazione nuove strategie per rafforzare le relazioni con gli attuali clienti. Soprattutto se ci si trova in un settore in cui fare della prospection non ha molto senso in queste settimane.

Se stai facendo delle campagne di advertising online pensa al messaggio

Non è difficile vedere l'impatto che il Covid-19 sta avendo su tutti i mercati e settori. Come afferma Daniel Wilkinson, Chief Solutions Officer - Paid Media, "Per molti brand l'impatto sulla pubblicità è molto meno preoccupante rispetto alle più ampie sfide economiche e sanitarie che tutti stanno affrontando in questo momento". E prosegue. "Se i brand non sono in grado di poter sostenere il loro marketing al momento, allora ridurre gli investimenti è l'unica opzione possibile". Per i brand che possono continuare a fare pubblicità è importante riflettere attentamente su quale messaggio utilizzare, prendendo ispirazione da coloro che si stanno muovendo in modo adeguato. "Una cosa positiva che stiamo vedendo al momento è che ci sono brand che stanno usando la loro influenza per diffondere messaggi importanti. Lo slogan di Nike 'Play inside, play for the world' ne è un esempio". Quindi, come possono le aziende assicurarsi di usare il tono e il messaggio giusto? Una strada è quella di chiedersi se si sta contribuendo in modo valido e responsabile alla situazione, anche mettendo in atto una strategia intelligente e sensibile.

Cogliere l'occasione per fare un’analisi la propria maturità digitale

James Parker, Chief Solutions Officer - Data & Planning si aspetta poi che questa situazione induca alcuni brand a riconoscere la necessità di una trasformazione digitale. Spiega infatti: "Penso  sia giunto il momento per le aziende di capire qual è la loro maturità digitale e dove sono le loro lacune, quindi di utilizzare i dati per colmare queste lacune". E prosegue "A lungo termine tutti dovranno abbracciare un mondo più digitale e quindi digital media strategy più mature diventeranno la norma". Ora è il momento per le aziende di rivedere la propria tecnologia media e capire se è impostata in modo efficiente. "Se possono i brand dovrebbero fare un passo indietro, rivedere le loro practice attuali e implementare alcune delle opportunità di digital transformation che sono state lasciate in secondo piano fino ad oggi". Per Gaetano Polignano, Managing Director, “In questo momento le aziende italiane che hanno stoppato le attività di comunicazione come ad esempio le industry dell’automotive o del travel dovrebbero utilizzare questo momento di pausa per mettere in ordine e fare training su quegli asset tecnologici che gli saranno poi utili per il post Covid-19”.

Trarre vantaggio dai prezzi più bassi delle inventory

Uno dei vantaggi di cui può disporre chi sta conducendo campagne pubblicitarie, secondo James Parker, è una possibile riduzione dei prezzi degli spazi. "Poiché gran parte dell’inventory digital disponibile è basato su aste ed acquistato in modalità programmatica, la domanda e l'offerta influenzano pesantemente il costo. Pertanto, mi aspetto di vedere alcuni media ridimensionare i costi man mano che molte aziende rivedranno i propri investimenti". Daniel Wilkinson è d'accordo. "Abbiamo numerose segnalazioni di media a basso costo disponibili da parte degli editori. Se i brand sono in una posizione abbastanza fortunata potrebbero essere in grado di firmare deal in guaranteed per le prossime campagne ora ad un prezzo molto vantaggioso".

Essere pronti ad agire quando le cose riprenderanno

Un altro consiglio da parte di James Parker aziende è quello di "essere pronti a reagire rapidamente", un obiettivo a cui anche la strategia pubblicitaria può concorrere. Parker spiega infatti: "Un modo per ricevere un segnale tempestivo che le cose si stanno riprendendo è quello di avere anche una piccola quantità di PPC attivo. In questo modo si riescono a vedere rapidamente le reazioni sul comportamento dei consumatori". Secondo Parker dunque non è consigliabile mantenere attive solo le campagne di brand, rinunciando del tutto a quelle a performance. E non si tratta solo di resistere alla tempesta in corso ma valutare anche i cambiamenti nel lungo termine. Secondo Gaetano Polignano, "quando i brand inizieranno a vedere la fine della situazione attuale potrebbero avere bisogno di fare valutazioni di posizionamento più ampie per capire se il loro business model è cambiato definitivamente o solo temporaneamente. Ad esempio, se una nuova base significativa di utenti ha scoperto la vostra offerta online quando quella offline era ferma, bisognerebbe concentrare le strategie di crescita future lì". L'epidemia di coronavirus, insomma, potrà avere un impatto sulle priorità e gli atteggiamenti della società. Andando avanti, sarà utile per i brand pensare a come dovrebbero attrarre i clienti nel post Covid: che cosa sarà importante per questi consumatori, che prima non lo era? Ottenere questa risposta potrebbe fare la differenza per il successo futuro.

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