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06/12/2017
di Caterina Varpi

Brand safety, YouTube punta su machine learning e più revisori

Susan Wojcicki annuncia l'introduzione di nuovi revisori e l'utilizzo dell'apprendimento automatico per tutelare i più giovani e gli inserzionisti

Susan Wojcicki

Susan Wojcicki

Dopo le polemiche delle scorse settimane dovute alla pubblicazione sulla piattaforma di contenuti inappropriati sui minori e la conseguente sospensione delle campagne di alcuni grandi investitori pubblicitari come Mondelez, Lidl e Mars (leggi l'articolo), YouTube intensifica gli sforzi contro l'hate speech e i contenuti estremisti a tutela dei più giovani e dell'immagine dei propri inserzionisti. In un blog post ufficiale Susan Wojcicki, Ceo della società, spiega come nel 2018 i revisori raggiungeranno il numero di 10 mila in modo da individuare e rimuovere contenuti che potrebbero violare le norme della piattaforma: "I revisori umani rimangono essenziali sia per rimuovere i contenuti sia per addestrare i sistemi di machine learning, perché il giudizio umano è fondamentale per prendere decisioni che tengano conto del contesto di ciascun contenuto", riporta la nota. "Il nostro obiettivo è quello di rimanere un passo avanti rispetto ai malintenzionati, facendo in modo che sia più difficile che contenuti che violano la norme vengano mostrati o permangano su YouTube". Criteri più stringenti e maggiori controlli umani verranno effettuati anche per la pubblicità, in modo che gli investitori siano sicuri che i loro annunci appaiano vicino a contenuti che riflettono i valori del loro brand. YouTube sta già sfruttando l'apprendimento automatico per individuare più rapidamente i contenuti inappropriati: dal mese di giugno dichiara di aver rimosso oltre 150 mila video per estremismo violento, il 98% dei quali riconosciuti come tali dal machine learnig. Inoltre, la società comunica di essere in grado di eliminare circa il 70% dei video di estremismo violento entro 8 ore da quando vengono caricati e il 50% in 2 ore. La stessa tecnologia verrà utilizzata anche per proteggere i contenuti per bambini e contrastare l’hate speech.

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