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08/06/2018
di Caterina Varpi

Ad Amazon venti partite in streaming della Premier League

La società americana ha comprato uno dei due pacchetti che erano rimasti invenduti a febbraio. L'operazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni di euro all'anno

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Amazon scommette sempre più sui video in diretta di grandi eventi sportivi aggiudicandosi i diritti per la trasmissione in streaming di venti partite della Premier League per il triennio 2019-2022. Il colosso dell'e-commerce dovrebbe pagare alla Premier League circa 100 milioni di euro all'anno (la cifra non è ancora stata ufficializzata), inserendosi tra Sky e Bt Sports, le due emittenti che fino ad oggi si sono spartite i diritti del campionato inglese. È la prima volta che la Premier League vende i suoi diritti esclusivi ad un servizio di streaming online ed è il primo torneo calcistico a debuttare sulla piattaforma. La società americana ha acquistato uno dei due pacchetti che erano rimasti invenduti a febbraio, quando Bt Sports e Sky hanno messo le mani su cinque dei sette pacchetti totali sulla base di circa cinque miliardi di euro. Bt si è accaparrata l'altro pacchetto alla cifra di circa 100 milioni di euro. Le partite in programma saranno visibili senza costi aggiuntivi per gli abbonati al servizio Prime Video in Gran Bretagna. Dieci incontri riguarderanno un turno infrasettimanale, le altre dieci nel Bank Holiday. Per vedere tutti i match della massima serie inglese si dovranno acquistare dunque tre diversi pacchetti. Il più grosso, quello con 128 gare in diretta, se lo è aggiudicato Sky, a BT Sport, invece, sono andate 52 partite e altre 20 ad Amazon. Non è la prima volta che Amazon investe nello sport: la società, infatti, ha acquistato il passato i diritti della Nfl per 50 milioni di euro e i diritti per il torneo di tennis Atp world tour, mentre di recente ha manifestato il suo interesse per i diritti della Liga spagnola (qui l'articolo). Per quanto riguarda la Premier League, nel prossimo triennio il torneo inglese incasserà circa il 10% in meno rispetto al passato, guadagnando 5,17 miliardi di euro per il triennio 2019-22 contro i 5,83 miliardi sanciti dall’accordo in vigore dal 2015 al 2019. Novità anche per la ripartizione degli incassi, che da ora in poi sarà distribuita in base al piazzamento delle squadre in campionato, favorendo così i grandi club.

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