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19/03/2020

Didattica online: il 41,5% dei ragazzi è soddisfatto. Lo studio di Studenti.it

Secondo uno studio del sito di Mondadori, la maggior preoccupazione per i ragazzi è quella di rimanere indietro con il programma e iniziare il prossimo anno con lacune

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Nel nostro Paese la classe virtuale è decollata nel 48,5% delle scuole medie e nel 70,4% delle scuole superiori: lo rivela un'indagine di Studenti.it sulla situazione della scuola in questo momento di emergenza dovuto al Coronavirus. Sono 8 milioni gli studenti italiani che da settimane, infatti, studiano da casa grazie alle classi virtuali attivate dalle scuole e all’interazione su registri elettronici, chat e mail con i professori. Materiale didattico e compiti sono sempre disponibili per cercare di andare avanti con il programma all’insegna della continuità. Come si studia in tempo di emergenza sanitaria? Il sito del Gruppo Mondadori lo ha chiesto a 3.000 studenti attraverso un’indagine online: il 18% di scuola media e l’82% di scuola superiore di secondo grado. Di questi, il 24,3% sono maturandi. La situazione non è la stessa nei diversi gradi di istruzione superiore né lo è in tutte le regioni d’ Italia. Tuttavia, da Nord a Sud, ci si attiva per trovare nuovi modi di condivisione. C’è voglia di fare, di stare insieme: “con incredibile sorpresa – scrive un professore di Italiano a Studenti.it – abbiamo scoperto di avere bisogno della scuola”. Secondo i dati dell'indagine, nel nostro Paese la classe virtuale è decollata nel 48,5% delle scuole medie e nel 70,4% delle scuole superiori. Si tratta tuttavia di una media nazionale dietro la quale si nascondono valori diversi da regione a regione: la più virtuosa è l’Emilia Romagna con una media dell’83,9% di classi virtuali attivate (70% alle medie e 84% alle superiori) seguita, a poca distanza, dall’83% delle Marche (45% alle medie e 82% alle scuole superiori), l’82% del Friuli Venezia Giulia (40% alle medie e 81,5% alle scuole superiori), l’81% dell’Umbria (71% medie, 75% scuole superiori) ed il 77,8% della Lombardia (55% medie e 85% superiori). In coda troviamo il 51% della Calabria (50% medie e 53% scuole superiori), il 50% della Campania (38% medie e 49% superiori), il 46,6% dell’Abruzzo (36% alle medie e 53,5% alle scuole superiori) e, ultimo, il 46% della Sardegna (13% scuole medie e 53,5% superiori). Chi non ha accesso alle lezioni online si organizza diversamente: il 20,5% (media nazionale) trova compiti e materiale didattico nel registro elettronico, mentre l’11,5% li riceve dai professori via chat o via mail. Tuttavia l’organizzazione della didattica online è – come hanno raccontato i docenti a Studenti.it – un work in progress. Il 41,5% degli intervistati da Studenti.it si dichiara pienamente soddisfatto di come la sua scuola sta gestendo l’emergenza e organizzando la didattica. Il 46,1% è mediamente soddisfatto e solo un 12,4% non è affatto contento. Secondo il 43,3% degli studenti, manca materiale didattico specifico, come dispense e mappe concettuali, più adatto di altri ad integrare la didattica online. Il 29,7% dei ragazzi vorrebbe avere la possibilità di interagire maggiormente con i docenti, mentre, tra le priorità del 14,8% dei ragazzi, c’è la creazione di corsi di recupero e approfondimento pomeridiani (sempre online). Come raccontano anche i docenti, in questo momento storico ogni strumento viene considerato utile allo scopo. Solo il 12,9% dei ragazzi continua a studiare esclusivamente sui libri, mentre il 17,5% utilizza materiale didattico fornito dalla scuola. L’11% reperisce materiale online autonomamente, mentre un 7,8% si appoggia ai video che trova su YouTube e su altre piattaforme. La maggior parte degli studenti – il 49,6% - utilizza tutti questi strumenti insieme: libri, materiale didattico trovato online, approfondimenti forniti dai docenti e video. Riguardo la scuola, la maggiore preoccupazione dei ragazzi in questo momento è rappresentata dal rischio di rimanere indietro con il programma e di iniziare il prossimo anno con importanti lacune (30,5%). Il 28% dei rispondenti sono maturandi che temono di non arrivare preparati alla maturità, mentre il 23,9% dei ragazzi teme di ritrovarsi con voti peggiori rispetto a qualche settimana fa, per la mancanza di supporti adeguati. Il 9,4% si dichiara preoccupato di non poter verificare il livello di apprendimento con compiti in classe e verifiche. Quello della valutazione è, effettivamente, un tema in sospeso: come sostituire verifiche e compiti in classe? Il Miur, impegnato sul fronte della didattica online, sulla questione non ha dato ancora indicazioni e ogni scuola si sta gestendo in autonomia. Per il 72,8% dei ragazzi la didattica online non sostituisce la didattica tradizionale. Gli studenti non ritengono però che si debba allungare l’anno scolastico perché questa esperienza “sta funzionando”: “la mia scuola si sta organizzando bene, non perdiamo tempo durante le giornate – scrive Federico - . Lezioni online e compiti assegnati ricoprono interamente l’orario scolastico”. Il  9,5% di loro sarebbe invece favorevole ad uno slittamento della chiusura delle scuole, mentre 17,6% ritiene che le lezioni a distanza sostituiscano pienamente la didattica tradizionale.

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