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30/09/2022
di Cristina Oliva

Assirm, gli italiani preoccupati per le condizioni economiche del Paese

Le famiglie percepiscono una situazione di incertezza persistente, in cui sbilanciarsi con previsioni sui tempi di ripresa risulta complesso

Saverio Addante Presidente di Confindustria Intellect e Matteo Lucchi, Presidente Assirm

Saverio Addante Presidente di Confindustria Intellect e Matteo Lucchi, Presidente Assirm

Assirm ha presentato l’indagine sulle condizioni economiche, attuali e prospettiche, delle famiglie italiane che fotografa un diffuso sentiment di preoccupazione e incertezza sul futuro, trasversale e piuttosto omogeneo nel Paese se si analizza anche la distribuzione geografica e strutturale delle famiglie intervistate.

Parlando della ripresa economica del Paese, un terzo del campione (33% delle famiglie) prevede che avverrà dopo il 2024 mentre una quota altrettanto ampia non si sente in grado di esprimere una valutazione (36%). Solo il 16% la immagina già nel corso 2023. Dunque le famiglie percepiscono una situazione di incertezza persistente, in cui sbilanciarsi con previsioni sui tempi di ripresa risulta complesso.

Un altro dato chiave riguarda l’evoluzione delle spese correnti e per i consumi della famiglia: due terzi del campione (66%) dichiara che nel corso dell’ultimo anno, escludendo mutui o affitti e bollette, sono state più alte o molto più alte del solito.


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Considerando la situazione finanziaria attuale, il 41% delle famiglie la valuta preoccupante (piuttosto o molto, contro un 20% che la valuta molto o abbastanza tranquilla). In prospettiva futura una percentuale simile (40%) pensa che sia molto o abbastanza probabile dover fare ricorso ai risparmi per far fronte alle spese fisse dei prossimi mesi (contro un 24% che lo ritiene poco o per niente probabile).

Tra le percezioni e i timori generati dalla situazione attuale, quasi una famiglia su cinque (18%) si dichiara molto preoccupata di non riuscire a pagare le bollette (luce, gas, acqua), la stessa quota è molto d’accordo sul fatto che, finita quest’emergenza, non ci si potrà occupare delle problematiche ambientali perché ci saranno problemi ben più gravi da affrontare.

I commenti di Saverio Addante Presidente di Confindustria Intellect e Matteo Lucchi, Presidente Assirm

"La situazione è drammatica - commenta Saverio Addante, Presidente Confindustria Intellect. - Gli italiani sono convinti di dover tagliare qualunque spesa non essenziale: vacanze, abbigliamento, spese per le palestre o centri benessere, libri, assicurazioni, fino ad arrivare agli abbonamenti come le pay tv o lo streaming. Tutto ciò che non è strettamente necessario verrà limitato per dare precedenza alle spese indispensabili come le bollette, i mutui e le spese alimentari".

"Questo significa che stiamo andando incontro alla stagnazione, le industrie non producono perché i costi sono più alti dei possibili ricavi ma, dall’altra parte le famiglie non chiedono perché non hanno soldi da spendere. Lo scenario che ne consegue è desolante perché si crea un effetto a catena per cui si riducono gli assortimenti a scaffale, i consumatori fanno economia riducendo i carrelli della spesa, le industrie di conseguenza fermano le produzioni e mandano in cassa integrazione i dipendenti aggravando la già compromessa situazione occupazionale", ha continuato Addante. 


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In questo contesto il ruolo della promozione, della comunicazione e della ricerca sarà cruciale ma non solo per le famiglie, lo sarà anche per le Insegne. "Quello che sta venendo meno è la fedeltà dei consumatori alle marche e di conseguenza anche alle insegne. In questo momento il “prodotto preferito” se costa di più, resta sullo scaffale. Allo stesso modo verranno scelte le Insegne capaci di fare più promozioni o, ancora meglio, quelle che saranno capaci di fare le promozioni che i consumatori si aspettano o desiderano anche dalla marca (circa 80%)", spiega il Presidente di Confindustria Intellect.

"Dall’altro lato della medaglia ci sono le aziende della Distribuzione Moderna che, oggi, non sono più in grado di assorbire i costi dell’energia. Nessuno pensa che un supermercato vive di energia, frigoriferi, congelatori, illuminazione, tutto richiede consumi enormi di energia elettrica sulla quale non si può fare economia, pena la corretta conservazione degli alimenti. E a questi aumenti si aggiungono quelli delle forniture perché non ci dimentichiamo delle materie prime che oggi costano molto di più. Sino ad oggi la GDO ha assorbito questi aumenti evitando di scaricarli a terra, ovvero sul consumatore, ma oggi non è più possibile. A scaffale abbiamo già iniziato a vedere i primi aumenti, anche sui beni di prima necessità, ma è nulla rispetto a ciò a cui potremmo assistere se il nascente Governo non interverrà celermente. Assorbire ulteriori aumenti non è possibile, d’altra parte, se la GDO aumenta i prezzi degli alimentari il paese sprofonda", ha concluso Addante.

Sottolinea una situazione non rosea anche Matteo Lucchi, Presidente Assirm: "La ricerca fotografa un quadro di forte preoccupazione e incertezza sul futuro, trasversale e piuttosto omogeneo nel Paese. La percezione di un consistente incremento delle spese correnti e dei consumi coinvolge la maggioranza delle famiglie. Il 41% valuta la propria situazione finanziaria preoccupante e, in prospettiva futura, una percentuale analoga ritiene di dover fare ricorso ai risparmi per far fronte alle spese fisse. Tra le percezioni e i timori generati dalla situazione attuale, quasi una famiglia su cinque si dichiara molto preoccupata di non riuscire a pagare le bollette (luce e gas in primis)".

Le preoccupazioni delle famiglie sembrano riflettersi anche su alcuni cambiamenti nelle abitudini di acquisto, spiega Lucchi: "4 famiglie su 10 dichiarano di aver modificato negli ultimi 12 mesi il modo di fare la spesa in riferimento alla scelta delle marche, scegliendo prevalentemente quelle in promozione o meno costose. Analizzando nel dettaglio le diverse categorie di beni, quelle più voluttuarie hanno visto maggiori diminuzioni di spesa nel corso dell’ultimo anno".

Parlando della ripresa economica del Paese, un terzo delle famiglie prevede che avverrà dopo il 2024 e una quota altrettanto ampia non si sente in grado di esprimere una valutazione. "Dunque si percepisce una situazione di incertezza persistente, in cui sbilanciarsi con previsioni sui tempi di ripresa risulta complesso".

L’11 e il 12 ottobre, nel corso del Marketing Research Forum 2022, Assirm e Confindustria Intellect ragioneranno su quali strategie di mercato tenere in periodi di crisi economica ed incertezza e condivideranno le migliori strategie di ingaggio del consumatore, dalla comunicazione al retail/e-commerce.


Per questa indagine sono state realizzate 1.005 interviste online (sistema CAWI) a famiglie su tutto il territorio nazionale, attraverso il componente che si occupa di più degli investimenti e delle spese della famiglia. La rilevazione è stata realizzata dal 12 al 14 settembre 2022.

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