• Programmatic
  • Engage conference

10/04/2020

Gli utenti non ritengono fastidiosa la pubblicità ai tempi del Coronavirus. I dati di Kantar

Il Global Covid-19 Barometer mette in evidenza anche come è fondamentale per più di un terzo dei partecipanti alla ricerca a livello globale tenersi informati

Advertising-Graphic-11.20.2012.jpg

La pubblicità non è sentita come fastidiosa ai tempi del Coronavirus: secondo uno studio di Kantar, infatti, solo l’8% dei consumatori crede che le aziende debbano fermare la pubblicità, e molti evidenziano che è una distrazione benvenuta, ricordando a tutti situazioni di tempi migliori. La ricerca sottolinea anche come sia in crescita il consumo di notizie. Vediamo più da vicino i risultati della nuova wave dello studio Covid-19 Barometer di Kantar che sta esplorando le implicazioni del Coronavirus nel tempo, rivelando come gli individui reagiscono e si adattano alla “nuova normalità” con l’avanzare della pandemia.

Il Coronavirus e il ruolo delle aziende. La pubblicità non è vista come fastidiosa

I consumatori, secondo la ricerca di Kantar, si aspettano che le aziende “si ritaglino un proprio ruolo”. Le marche sono sotto gli occhi di tutti: ci si aspetta dunque che siano d’aiuto, pratiche e realistiche. Per quanto riguarda la comunicazione, in particolare, solo l’8% dei consumatori crede che le aziende la debbano fermare e molti evidenziano che è una distrazione benvenuta, ricordando a tutti situazioni di tempi migliori. I risultati della prima wave dello studio evidenziano che gli individui si aspettano che le aziende diano priorità ad azioni di welfare verso i propri dipendenti e giochino un ruolo rilevante a supporto della società, nella pandemia. Dalla seconda wave, poi, si evidenzia che le attese verso le aziende ed un loro ruolo più rilevante nell’ambito sociale, è decisamente atteso e si vorrebbe un supporto pratico, come la donazione di materiali d’uso (mascherine, camici, etc). Il 47% (41% nella wave precedente) degli intervistati poi, si aspetta che le aziende supportino gli ospedali durante la crisi, mentre il 39% (35% nella wave precedente) afferma che le aziende dovrebbero addirittura rendersi disponibili ai governi per supporti diversi.

Il consumo di notizie è in crescita

Le persone in questo particolare momento, vogliono tenersi informati: essere preparati è la prima risposta, in tutti i mercati, fondamentale per più di un terzo dei rispondenti a livello globale (34%). I canali media nazionali, come la Tv ed i quotidiani, sono ancora considerati come le fonti di informazione più affidabili, con il 54% degli intervistati che le considerano degne di fiducia. I dati di Audience Measurement che Kantar raccoglie, hanno evidenziato incrementi significativi di fruizione, nel mondo. In Cina il tempo speso guardando notiziari è più che raddoppiato nei primi 3 mesi dell’anno, da 9 ore nel 2019 a 18,4 nel 2020. Nel regno unito, 17 dei 20 programmi più seguiti sono notiziari della BBC. In Brasile, la quota di tempo speso guardando le news è aumentata di un terzo, nel solo mese di marzo. La fiducia nei siti governativi è aumentata del 54%, da un 48% della wave precedente, suggerendo che, con l’aggravarsi della pandemia, gli individui guardano sempre più ai propri governi per informazioni e supporto

Al primo posto per le persone ci sono le preoccupazioni finanziarie

Più della metà della popolazione globale (52%) dichiara che la propria vita quotidiana è ormai impattata dalla gravità della pandemia. In tutto il mondo, i livelli medi di preoccupazione stanno crescendo, con la diffusione dell’emergenza. La crescita è particolarmente evidente in UK e US, dove i livelli di preoccupazione sono saliti molto (rispettivamente di 23 punti percentuali all’82% e di 21 punti al 79%). Le preoccupazioni finanziarie superano di gran lunga quelle sanitarie. Il 68% degli intervistati evidenzia che la situazione richiederebbe una pianificazione finanziaria più proattiva e il 60% non è convinto che l’economia sia in grado di riprendersi. Solo il 50% degli intervistati, invece, è assillato dal timore di ammalarsi. I timori finanziari sono portati dall’impatto concreto e reale che il Covid sta avendo sul reddito delle famiglie, con i Millennials che subiscono l’impatto più severo. Il 78% di coloro che hanno fra i 18 ed i 34 anni affermano che il loro reddito famigliare è stato, o sarà, impattato dal Coronavirus, verso un 71% medio della popolazione globale.

Un’opportunità per ricominciare

I giovani adulti subiranno probabilmente il maggior impatto finanziario e stanno sperimentando nella vita quotidiana parecchi cambiamenti. Molti stanno adottando scelte per uno stile di vita più salutare, evidenziando l’intenzione di avere un controllo personale su alcuni ambiti della propria salute, per quanto possibile. I più adulti, invece (55+) stanno cercando di esporsi al sole il più possibile, pur in un contesto di grande restrizione alla libertà di movimento.

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI