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22/11/2019
di Rosa Guerrieri

AI e marketing nell’industria del design: tanti i benefici per le imprese. Lo rivela uno studio

Secondo una ricerca realizzata da Forrester per Thron, i contenuti “intelligenti” migliorano personalizzazione ed engagement in un’azienda su due

Le tecnologie di intelligenza artificiale sono sempre più utilizzate all'interno del comparto design e manufacturing, portando a questo mercato ampi benefici. Lo testimonia un recente studio, realizzato da Forrester su un campione di aziende europee per conto di Thron, enterprise content platform che gestisce i contenuti digitali con l’AI e li personalizza sugli interessi degli utenti. Dalla ricerca - disponibile online con un webinar dedicato - emerge che chi si affida alla Content Intelligence per gestire e misurare da un’unica piattaforma i dati relativi ai propri contenuti di marketing ottiene performance notevolmente migliori rispetto alle aziende che ancora non hanno implementato queste tecnologie. Un’azienda su due del settore design & manufacturing ha ottimizzato la pianificazione dei propri contenuti ed è stata in grado di automatizzarne la personalizzazione per migliorare l’engagement dei propri clienti. Il 62%, infine, ha scalato la produzione di contenuti, velocizzandone realizzazione e distribuzione su diversi canali. Le aziende intervistate hanno riportato benefici anche superiori alle aspettative iniziali, in particolare per quanto riguarda il miglioramento dell’efficienza dei team creativi, rilevato nel 14% in più dei casi, la possibilità di scalare la produzione di contenuti (23% in più di quanto ci si aspettasse) e di erogare contenuti personalizzati nell’ambito di strategie di marketing automation (22% in più). L’industria del design investe budget enormi nella produzione, aggiornamento e distribuzione di immagini, video, audio, documenti, testo, gallery, immagini 360° e altri elementi digitali, con il coinvolgimento di team interni ed esterni alle aziende e l’uso di diverse piattaforme. Il tutto con costi e attività che lievitano quanti più sono i canali e i mercati a cui questi contenuti sono destinati. La Content Intelligence, unita alla distribuzione centralizzata dei contenuti, permette di ottimizzare questi processi e misurarne il ROI. Ma come? Accentrando su un’unica piattaforma qualunque tipo di asset di cui si serve un brand per comunicare al proprio pubblico se ne riducono i tempi di gestione, eliminando possibili duplicazioni e anomalie. L’intelligenza artificiale classifica i contenuti e permette di ritrovarli e modificarli più facilmente, ma soprattutto di misurarne le performance e veicolarli al pubblico giusto attraverso diversi touchpoint, che si tratti delle schede di un e-commerce in più lingue, di un catalogo digitale, di una promozione attraverso una DEM o una web-TV dedicata e via dicendo. Ogni contenuto diventa un “recettore” delle preferenze degli utenti che visitano i canali del brand, grazie ai dati raccolti dalla Content Intelligence. Si tratta di dati di prima parte, uniformi (e strategici) con cui personalizzare e rendere più efficaci diverse iniziative di marketing automation, su tutti i canali del brand. Grazie a percorsi di navigazione omnicanale e su misura, si migliora l’engagement dei singoli clienti e si ottengono nuovi dati per profilare sempre meglio i messaggi. Brand come Snaidero, Whirlpool e Bisazza hanno potuto testare per primi i vantaggi prodotti dall’AI sulla gestione dei contenuti digitali, affidandosi a Thron e risparmiando fino all’80% del tempo prima necessario. Un approccio pionieristico che sembra ormai un percorso obbligato per le aziende nei prossimi anni. Secondo lo studio Forrester, infatti, solo il 20% dei brand in Europa rientra oggi tra gli “early adopter”, che fanno uso della Content Intelligence. Tra questi però, in media, si registra un aumento di nuovi clienti nel 23% in più dei casi, rispetto alle aziende che stanno ancora pianificando l’adozione di queste tecnologie.

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