Rapporto Caio: in 3 anni nuova banda larga a metà degli italiani

Presentata oggi a Roma la “road map” per l’attuazione dell’Agenda Digitale. Per Enrico Letta c’è “cauto ottimismo”. Nessuno scorporo della rete se rispettati gli obiettivi

di Simone Freddi
30 gennaio 2014
Francesco Caio
Francesco Caio

Agenda Digitale sotto i riflettori oggi a Palazzo Chigi, con la presentazione del Rapporto di Francesco Caio,  il consulente di fiducia incaricato dal Governo di sintetizzare il piano nazionale per la banda larga e ultralarga.

In soldoni, il Rapporto Caio è la “road map” italiana per l’attuazione dell’Agenda Digitale, e getta le basi per raggiungere gli obiettivi fissati dell’Agenda Europea per il 2020. Nel corso della presentazione, Caio ha illustrato le linee principali delle evidenze del rapporto, stilato in collaborazione con gli operatori e con la Fondazione Ugo Bordoni, alla presenza del Presidente del Consiglio Enrico Letta, che da parte sua ha ribadito come si attenda dagli operatori anzitutto il rispetto degli impegni già stabiliti: gli investimenti devono partire dal settore privato, mentre al pubblico spetterà soprattutto il compito di monitorare, oltre a quello di intervenire nelle aree e situazioni a minore redditività.

Pur ribadendo come l’Italia sulla Banda Larga sia “indietro”, Letta ha confermato il cauto ottimismo sul raggiungimento degli obiettivi manifestato anche da Caio, a condizione che ci sia una forte accelerazione da parte dei privati e del pubblico. “I privati – ha detto Letta – devono fare gli investimenti, e ci aspettiamo che li facciano più di quanti ne hanno fatti fino adesso, il pubblico deve costruire una matrice di impegni vincolanti e di obiettivi”. Se gli obiettivi posti sulla banda larga per il 2020 non saranno raggiunti, ha aggiunto il presidente del Consiglio, “abbiamo sempre in mano la valigetta con il pulsante rosso della ‘bomba atomica’ rappresentanto dallo scorporo della rete”. L’ipotesi scorporo, dunque, per ora è accantonata. L’indirizzo del Governo sarebbe quello di rimanere fuori dal mercato, se tutti faranno il loro dovere. L’Esecutivo non sarà più “spettatore di questa vicenda ma sarà attivo” e non si sostituirà ai privati fin quando non ci sarà un loro “chiaro fallimento”, ha sottolineato Letta.

Osservando le slide del Rapporto, si nota subito lo sforzo di adeguarsi agli obiettivi posti dall’agenda europea: copertura totale di banda larga nel 2013, 100% a 30Mbps entro sei anni, e 50% sempre nel 2010 con ultra-larga a 100 Mbps. Ovviamente, tutto deve essere ricalibrato alla situazione italiana. Stando però al piano – al quale hanno contribuito la Fondazione Ugo Bordoni, il Mise, l’Agcom e i principali gestori – c’è un cauto ottimismo. Non solo nel documento, infatti, viene sottolineato come l’obiettivo 1 (copertura nazionale con banda larga base) sia stato di fatto raggiunto, ma secondo Caio gli operatori hanno piani concreti per raggiungere la copertura del 50% circa della popolazione con tecnologia FTTCab/VDSL2 entro il 2017.

 

Mancano piani operativi dettagliati per superare il 50% della copertura delle linee con servizi a banda larga e ultra larga. A questo proposito, Caio raccomanda “un monitoraggio dei piani degli operatori, degli investimenti messi in campo e della copertura raggiunta anche per eventuali interventi correttivi”. Il rapporto Caio evidenzia anche i principali aspetti critici da superare per raggiungere questi obiettivi:

  • L’obiettivo 3 dell’Agenda digitale europea (50% penetrazione 100Mbps al 2020) è una combinazione di sviluppo di piani realizzativi e crescita della domanda. In sostanza, ammonisce il rapporto, “in assenza di un forte, sostenuto e continuo impegno del governo italiano, gli obiettivi dell’Agenda digitale europea non saranno completamente raggiunti”. Caio raccomanda in questo senso un corretto utilizzo dei fondi strutturali europei per assicurare a tutta la popolazione l’accesso alla rete a 30 Mbps entro il 2020, considerando un approccio bilanciato tra risorse infrastrutturali fisse, mobili, fisse wireless e anche satellitari. Sul versante del mercato, Caio si dice persuaso che con l’aumento di contenuti audiovisivi sulla rete (Sky River, Mediaset Infinity, Rai) e la diffusione di apparecchiature connesse in rete, la domanda per la connettività a banda ultra larga sia destinata ad aumentare.
  • Sempre in riferimento a un utilizzo ottimale degli investimenti, Caio suggerisce lo sviluppo di un Piano Nazionale che in coordinamento con le Regioni permetta di avere l’accesso a questi fondi.

L’elenco completo delle slide di presentazione del Rapporto Caio è stato messo a disposizione dal sito di Palazzo Chigi a questo indirizzo.

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