One by Aol, Giannattasio: «Un salto di qualità per l’efficienza nel marketing digitale»

La nuova piattaforma di programmatic adv multischermo, annunciata ieri da Aol, contribuirà a ridurre la complessità dell’ecosistema del digital marketing, con benefici per inserzionisti e publisher. Lo spiega la managing director di Be On

di Simone Freddi
27 marzo 2014
Georgia Giannattasio

Come abbiamo riportato ieri, nel corso della giornata di apertura di Ad-Tech a San Francisco (26 e 27 Marzo), Tim Amstrong, chairman e ceo di Aol ha presentato il piano di lancio della nuova piattaforma di programmatic advertising, ONE by AOL.

Sfruttando le potenzialità di Adap.tv per i video e le trasmissioni televisive, di AdLearn Open Platform e di Marketplace per adv display e mobile premium, Aol realizzerà una soluzione enterprise completamente integrata per brand, editori e agenzie. Primo partner della nuova piattaforma, Ipg Mediabrands che prevede di automatizzare entro il 2016 il 50% di tutto il media buying nel Nord America.

Un commento alla presentazione della nuova piattaforma arriva anche dall’Italia, da parte di Georgia Giannattasio, managing director di Be Onparte di AOL Platforms (questa la nuova denominazione di Aol Networks, come annunciato sempre ieri)

«L’annuncio di One by Aol assume un’importanza strategica internazionale per tutti coloro che operano nel mondo dell’online advertising – afferma la manager -. Con One, Aol porta sul mercato la sua prima piattaforma di programmatic advertising multi-schermo capace di gestire ogni tipo di formato e ogni tipo di inventory e che permette di ottimizzare dati, panificazioni e acquisti su ogni tipo di media attraverso un unico strumento. One porta efficienza nei flussi e efficacia per gli investimenti finanziari».

Si stima che nella sola Emea gli acquisti di programmatic buying arriveranno a raggiungere i 15 miliardi di euro entro il 2017 (fonte Magnaglobal Programmatic Report – Ottobre 2013).

«Ma se l’attuale ecosistema del digital advertising rimane invariato, dagli 8 agli 11,3 miliardi verrano persi nei meandri delle diverse tecnologie che separano l’advertiser e il publisher», avverte Georgia Giannattasio, che aggiunge: «Aol chiama questo fenomeno il “technology tax”. Per una regione come Emea significa che circa il 75% dell’investimento sfuma durante il percorso, danneggiando di fatto sia l’inserzionista che il publisher».

Una chart che illustra il fenomeno della “Technology Tax”

«One by Aol – conclude Georgia Giannattasio – quindi si prefigge l’obiettivo di eliminare queste inefficienze. La nuova piattaforma è il risultato dell’impegno di Aol, vera e propria potenza dell’era digitale, che punta a creare innovazione attraverso l’automatizzazione della tecnologia per il marketing digitale».

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