Next 14 lancia 2 nuove aziende: Sting Media e Zero Studios

Dopo il successo di Turbo, la holding guidata da Marco Ferrari (nella foto) lancia due nuove start-up, attive rispettivamente nel planning televisivo “programmatico” e nel branded entertainment. Al vertice di ognuna due figure di primo piano come Roberto Calzolari e Matteo Scortegagna

di Simone Freddi
27 marzo 2015
Marco Ferrari - Turbo
Marco Ferrari

In uno scenario media e advertising estremamente complesso e fluido, una tra le poche ragionevoli certezze è che l’efficacia del marketing e della comunicazione sarà sempre più legata alla capacità delle aziende di leggere, interpretare, capire ed attivare i Big Data generati da consumatori e clienti. Per questo Next 14, la holding industriale fondata all’inizio del 2014 da Marco Ferrari, Marco Franciosa e Matteo Scortegagna, ha messo al centro della propria strategia di sviluppo l’esclusiva focalizzazione su business legati al crescente impatto dei processi di automazione e di sfruttamento dei dati in ambito advertising e content marketing.

A supportare il team – che ha alle spalle l’esperienza di successo di Neo Network, start-up partita da zero e trasformata negli anni in un gruppo internazionale con l’acquisizione da parte di De Agostini – sono entrati in Next 14 come soci di minoranza alcuni tra i più brillanti imprenditori del settore tra cui Mauro Del Rio (Fondatore Buongiorno), l’inglese David Frank (Fondatore RDF), Giorgio Gori (Fondatore Magnolia) e l’americano David Moore (Fondatore 24/7 Media). Dopo il lancio di Turbo – che in pochi mesi si è affermata come il principale player indipendente italiano nel Programmatic Advertising, con 2 milioni di euro di fatturato in poco più di sei mesi di attività e l’obiettivo di superare i 5 milioni di Euro nel 2015 – in queste settimane hanno iniziato le attività due nuove aziende incubate in Next 14.

Si tratta di Sting Media, che si pone l’ambizioso obiettivo di innovare il mercato del planning televisivo italiano, immutato nei processi da oltre 20 anni e Zero Studios, che vuole introdurre un approccio distributivo multicanale con sofisticate capacità di targeting nel mercato del brand entertainment, un settore in forte crescita, ma ancora immaturo nell’offrire alle Aziende risultati misurabili.

«Come è già accaduto con Turbo – dichiara il CEO di Next 14 Marco Ferrari – la sfida non è solo strategica, ma innanzitutto imprenditoriale. Per noi è fondamentale coinvolgere nell’azionariato delle aziende del nostro network i manager che vengono chiamati a guidarle come co-fondatori. Persone accomunate da significativi track-record, ma anche dalla voglia di nuove sfide e disposte a lasciare ruoli prestigiosi nelle multinazionali dei media per investire insieme in questa nuova avventura».

Persone come Roberto Calzolari, sino a pochi mesi fa Ceo italiano del colosso Starcom Mediavest Group, che ha deciso di tornare ad essere imprenditore a tempo pieno con Sting Media, di cui è Co-Founder & CEO.

I cofondatori di Sting Media: da sinistra Rigamonti, Ferrari, Calzolari, Aveni

«In Italia – racconta Calzolari – la tv rimane il mezzo dominante, ma è in fase di grande cambiamento. Il mercato è profondamente mutato negli ultimi 5 anni, con uno scenario impattato dalla digitalizzazione, dalla moltiplicazione dei canali e dall’atomizzazione delle audience. Negli ultimi anni, complice la crisi economica, abbiamo assistito ad un generale calo di raccolta, ad una diminuzione dei prezzi e ad una perdita di efficacia. Insomma, tutto è cambiato, tranne i processi di pianificazione tra buyer (centri media) e seller (concessionarie) che avvengono ancora ‘a manovella’, senza sfruttare le opportunità che oggi offre la tecnologia per valorizzare al meglio l’offerta e mettere la domanda in condizioni ottimali e aggiornate».

Sting Media – che vede presenti nell’azionariato oltre a Next 14 e Calzolari anche Andrea Aveni (che mantiene il suo ruolo di Managing Director di Mediasoft) e l’esperto CTO Norberto Rigamonti – ha infatti investito nello sviluppo di una nuova piattaforma tecnologica, totalmente integrata con Kubik – lo standard software di fatto nella pianificazione tv – e aperta a tutto il mercato, che introduce dinamicità in un processo oggi statico e basato sugli aggiornamenti dei listini. La concessionaria potrà decidere quanto rendere disponibile della propria inventory, quando e come (sottodata, anticipo, private deal) in Sting, adeguando i prezzi in base a effettivo andamento del mercato e dell’audience. I buyer potranno accedere alle opzioni in anticipo (book), sottodata (asta) e special deals (open & private), avendo visibilità dell’inventory disponibile al momento per la prenotazione immediata.

«E’ un’innovazione molto profonda per il mercato italiano – continua Calzolari – e siamo completamente consapevoli che sarà premiata nel tempo solo se ci dimostreremo in grado di portare effettivo valore aggiunto a tutto il sistema, innestando un circolo virtuoso nel mercato. Per questo Sting non è né un trader, né un broker, ma una piattaforma completamente neutra e indipendente per facilitare le transazioni. Nel mondo internet la tecnologia ha profondamente mutato le dinamiche di incontro tra domanda e offerta. Nel planning televisivo stiamo solo muovendo i primi passi e siamo convinti che sarà un processo lungo, che inizialmente impatterà soltanto su una piccola parte dell’ inventory». Sting è uno dei primi progetti al mondo di questo tipo (solo qualche settimana fa negli Stati Uniti la rete ESPN ha trasmesso il primo spot comprato in “Programmatic” tramite piattaforma) ed è attualmente in fase di test con alcune delle principali concessionarie e centri media italiani, con l’obiettivo di iniziare la piena commercializzazione della piattaforma nel secondo semestre 2015.

Se lo sviluppo di Sting ha richiesto oltre un anno di preparazione, più recente è l’incubazione di Zero Studios. A guidare la start-up, come CEO e Co-Founder, è Matteo Scortegagna, sino allo scorso Ottobre CEO di Zodiak Active e con alle spalle oltre 15 anni di esperienza nell’ideazione e produzione di programmi televisivi di successo. Nell’azionariato – oltre alla quota di controllo di Next 14 – anche Beppe Caschetto, il principale talent agent italiano, che partecipa insieme ai suoi soci attraverso la società ITV Movie.

Matteo Scortegagna

L’ambito di operatività di Zero Studios è il mercato dei contenuti audiovisivi di marca (brand entertainment, content marketing, native advertising), cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Grazie al proliferare di touchpoint diretti – soprattutto su digital e social – tra aziende e consumatori, i marketer stanno infatti sperimentando nuove modalità di connessione con il target, attraverso lo sviluppo di contenuti proprietari coerenti e rilevanti, fruiti dal pubblico in modalità nuove e non-interruttive rispetto all’advertising tradizionale.

«Per cogliere tutte le opportunità di questo nuovo approccio e passare dalla sperimentazione alla maturità del mercato – racconta Scortegagna – è però necessario unire l’emisfero destro, fatto di idee, autori, artisti e produttori con l’emisfero sinistro, fatto di distribuzione multicanale, capacità di targeting, metriche oggettive e risultati misurabili».

Zero Studios nasce per unire questi due emisferi e porta al servizio dello storytelling di marca l’esperienza dei migliori professionisti dell’intrattenimento audiovisivo e il coinvolgimento di importanti artisti e talent unito ad un forte approccio tecnologico, grazie ad una piattaforma in grado di distribuire online i contenuti esclusivamente ai target desiderato, realizzata grazie anche alle competenze che porta in dote Next 14 sul fronte Data Management Platform.

«Io credo fortemente – continua Scortegagna – nell’utilizzo della leva dell’intrattenimento come strumento e linguaggio alternativo da parte della comunicazione di marca. Ci sono aziende che hanno un patrimonio di contenuti straordinario, con marchi dotati di un ‘identità editoriale’ più connotata di tante reti tv. Sono affascinato dalla possibilità che offre internet di lavorare su target più stretti. In tv si tende sempre ad allargare il linguaggio, mentre con il digitale si può concentrare il fuoco su target più segmentati, proponendo persino messaggi più ‘scorretti’ e coraggiosi e battendo strade che la tv non può seguire».

Nonostante Zero Studios stia ancora completando il team e ultimando lo sviluppo della piattaforma, Scortegagna e il suo team sono già al lavoro su un paio di progetti estremamente innovativi, che vedranno la luce nella seconda metà dell’anno.

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