IAB: contro l’ad-blocking un ruolo più attivo e deciso degli editori

Lo IAB Tech Lab pubblica un nuovo white paper dedicato ai publisher, con una serie di comportamenti da adottare nei confronti degli utenti che utilizzano i filtri anti pubblicità

di Alessandra La Rosa
07 marzo 2016
ad-blocker-adobe

IAB torna sul tema dell’ad-blocking.

L’associazione, tramite il suo IAB Tech Lab, ha pubblicato oggi un nuovo whitepaper che, a cinque mesi di distanza dalle prime, gentili, proposte di soluzione al problema dei filtri anti adv, ritorna sulla questione con nuovi suggerimenti per i publisher.

In sostanza, l’associazione chiede agli editori di assumere un ruolo più deciso e attivo nel rapporto con gli utenti che utilizzano gli ad-blocker, attraverso una serie di proposte sintetizzabili nell’acronimo DEAL, che sta per Detect, Explain, Ask e Lift of Limit (ossia Individua, Spiega, Chiedi e Solleva o Limita).

Lo IAB Tech Lab ha anche realizzato uno script capace di individuare eventuali ad-blocking, disponibile per tutti i membri dell’associazione in tutto il mondo. Una volta trovati gli ad-blocker, l’associazione raccomanta una serie di azioni nei confronti degli utenti, a partire dall’educazione al valore della pubblicità all’interno di un sito (ossia, la possibilità di accedere a contenuti gratuiti), continuando con la richiesta di un cambio di comportamento proprio all’insegna di un equo “do ut des”.

Se questo cambiamento non avviene, e il lettore continua ad usare l’ad-blocking IAB consiglia agli editori di passare alle maniere forti, sollevando “muri” capaci di bloccare, o limitare, l’accesso ai propri contenuti.

Rispetto alle indicazioni lanciate ad ottobre, che auspicavano comportamenti più “dolci” nei confronti del fenomeno dei filtri anti pubblicità, ad esempio con la creazione di annunci meno invasivi nei confronti degli utenti, stavolta la posizione di IAB contro il trend sembra più aggressiva.

Ma l’associazione non rinnega del tutto quanto proposto mesi fa. Nella nota ufficiale con cui si annuncia il nuovo white paper, si specifica che: “Il metodo DEAL di rapportarsi con gli utenti che hanno installato ad-blocker sarà più efficace se il sito dell’editore offre un ambiente digitale user-friendly”. Insomma, il publisher deve anche mettere un pò del suo per rendere piacevole, e non disturbante, l’esperienza di navigazione dell’utente.

Il white paper di IAB Tech Lab è scaricabile a questo link.

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