Le modifiche non volute su Google My Business: la verifica non basta. Ecco come fare

L’importanza delle ricerche con intento locale. I consigli di Local Strategy

di Engage, in collaborazione con Local Strategy
20 novembre 2018
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In una recente Conferenza tenutasi nell’HQ di Mountain View, in California, un rappresentante di Google si è spinto a dire che il 46% di tutte le ricerche sul motore ha un intento locale, anche se il dato ufficiale rimane che all’incirca il 30% delle ricerche ha intenti locali.

Il Ceo di Google ha dichiarato che nel 2017 le ricerche locali su dispositivi Mobili sono cresciute del 50%.

Se ancora ce ne fosse bisogno, questi nuovi dati aggiornati confermano sempre di più la crescita delle ricerche con intento locale e avvalorano l’importanza delle attività di Local Search Marketing, con l’obiettivo di portare più clienti nei punti vendita fisici con questo strumento digitale.

I business locali, con uno o più punti fisici, devono sfruttare queste tipologie di ricerche per intercettare nuovi, potenziali clienti nell’esatto momento in cui cercano un prodotto/servizio di cui hanno bisogno.

Il primo passo: verifica delle schede Google My Business

Lo step imprescindibile per qualunque business locale è quello di comparire nei risultati locali con un listing verificato attraverso il servizio Google My Business che Google mette a disposizione gratuita per tutte le aziende e che consente di creare la scheda dell’attività per farsi trovare dagli utenti su Google e su Google Maps quando gli utenti cercano un business in particolare o attività simili.

La verifica su Google permette di:

  • garantire l’accuratezza delle informazioni online;
  • essere considerati maggiormente affidabili dagli utenti;
  • evitare che chiunque altro, non autorizzato, possa fingersi rappresentante dell’attività;
  • modificare in qualsiasi momento le informazioni sull’attività visualizzate sui prodotti Google.

Aggiornamenti automatici di Google

Ma attenzione! La verifica della scheda non basta! Anche nel caso di schede verificate, i proprietari/gestori non hanno il pieno controllo delle stesse, questo perché Google in qualsiasi momento può apportare degli aggiornamenti automatici.

Infatti, al fine di garantire la massima precisione possibile, Google utilizza informazioni tratte da varie fonti, tra cui segnalazioni degli utenti e contenuti concessi in licenza, per aggiornare le sedi in qualsiasi momento e le informazioni aggiornate vengono pubblicate su Maps, Ricerca Google e altri servizi Google.

Di seguito, riportiamo le 4 principali fonti di informazione della scheda Google My Business:

  • Te stesso: le informazioni che hai aggiunto sulla tua attività;
  • Il tuo sito web: le informazioni provenienti dal sito web ufficiale della tua attività;
  • Utenti: le informazioni provenienti dagli utenti che utilizzano i servizi Google. Google ottiene dai propri utenti un’ampia gamma di informazioni sulle attività commerciali. La tua scheda di attività commerciale viene aggiornata quando un utente intraprende azioni quali lasciare una recensione, caricare una foto o segnalare un problema;
  • Fonti di terze parti: le informazioni provenienti da altre fonti online. Se Google trova informazioni sulla tua attività potenzialmente utili per i clienti, può includerle nella scheda.

C’è il malefico tasto “Suggerisci una modifica” su tutte le schede, che può essere usato anche da malintenzionati.

Alla luce di quanto detto, è fondamentale che il proprietario/gestore della scheda controlli che Google non aggiorni automaticamente i dati presenti su di essa.

Lo stesso Google, attraverso degli alert visibili nella dashboard Google My Business, avvisa i proprietari/gestori delle schede che vi sono delle informazioni aggiornate e invita a controllare gli “aggiornamenti pubblicati per verificare che siano corretti”. Ciò significa, appunto, che gli aggiornamenti sono già attivi e online e che Google non necessita di alcuna previa autorizzazione per la pubblicazione di quei dati.

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Se il proprietario/gestore della scheda non ha l’accortezza di controllare gli avvisi di Google il problema di pubblicazione di dati errati potrebbe essere dietro l’angolo. Anche perché non sono rari i casi di segnalazioni spam, ovvero segnalazioni da parte di persone/competitor/hater che modificano i dati di un’attività con l’obiettivo preciso di danneggiare la concorrenza o ottenere dei vantaggi diretti.

Ad es. un idraulico (attraverso apposite segnalazioni) può inserire il suo numero di telefono in una scheda local perfettamente posizionata (e non controllata dal legittimo proprietario) per avvantaggiarsi e intercettare potenziali clienti, le cui telefonate sono indirizzate, in realtà, a un’altra persona.

A tal proposito, segnaliamo un caso realmente accaduto in America, dove una donna convinta di chiamare un addetto all’assistenza di una nota azienda, dopo aver effettuato la ricerca su Google, si ritrova a pagare un conto salato per un finto intervento di riparazione effettuato da un impostore che si è spacciato per tecnico specializzato.

Gli aggiornamenti automatici di Google diventano ancora più problematici in presenza di brand multilocation, quando si devono gestire decine o centinaia di schede (pensiamo a catene di negozi o franchising).

Se il titolare/gestore di una scheda è sicuro di aver inserito informazioni corrette, gli aggiornamenti automatici di Google diventano soltanto un “inconveniente” di cui tenere conto e a cui porre rimedio.

Ecco cosa ha risposto l’assistenza di Google ad una richiesta di spiegazioni:

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Local Marketing Automation: come gestire le modifiche automatiche di Google

Per andare incontro alle esigenze dei proprietari e dei marketer e offrire una soluzione al problema, Local Strategy con il suo tool LocalCMS è in grado di  gestire le Modifiche di Google.

LocalCMS  è una piattaforma evoluta che centralizza, uniforma e gestisce i dati dei punti vendita, permettendo di inserirli, modificarli e cancellarli in autonomia attraverso un pannello di controllo user friendly.

Si rivolge essenzialmente ai brand multilocation e permette di sincronizzare automaticamente i dati dei pdv con lo Store Locator, Google My Business, Bing Places, Apple Maps, ed altri siti e app esterni grazie alle API della piattaforma.

Grazie allo specifico servizio di Gestione delle modifiche di Google, è possibile monitorare gli aggiornamenti in modo automatico.

Tutte le modifiche (o gli update) che avvengono sulla singola scheda sono segnalati nel pannello di controllo di LocalCMS (nell’apposita sezione “Modifiche da Google”) ed inviati via mail al gestore della scheda. Il gestore può anche decidere di personalizzare la frequenza di ricezione dei rapporti su base giornaliera, settimanale, bisettimanale o mensile.

Inoltre, il nostro sistema, sovrascrive gli eventuali dati modificati da Google.

In questo modo il problema viene risolto a monte e faranno fede i dati caricati su LocalCMS.

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