Google fa marcia indietro sul nuovo aspetto della Serp

Dopo le critiche dei giorni scorsi, BigG ha rimosso le favicon e avviato test che porteranno a trovare una nuova posizione delle icone

di Caterina Varpi
28 gennaio 2020
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A pochi giorni dalla modifica dell’aspetto della Serp su desktop, che ha portato a un cambio grafico degli annunci pubblicitari e dei risultati organici, Google ha annunciato marcia indietro, vista la reazione negativa degli utenti (ne abbiamo parlato qui).

Dal 13 gennaio, Mountain View ha ridisegnato l’aspetto estetico su desktop della Serp (Search Engine Result Page), la pagina dei risultati che viene mostrata dopo aver effettuato una ricerca: i risultati organici erano rappresentati da un’icona colorata, la cosiddetta favicon, accanto all’Url mentre le inserzioni sponsorizzate erano accompagnate da un’etichetta in grassetto di colore nero con la scritta “Annuncio” (in luogo della precedente etichetta verde) accanto all’indirizzo.

Non sono tardate le critiche verso la nuova veste della pagina di ricerca: secondo molti, gli annunci a pagamento sono andati a confondersi con i risultati di ricerca organici, facendo crescere il sospetto che l’obiettivo della mossa di Google sia stato quello di aumentare i click sulla pubblicità, principale fonte di reddito per la società.

BigG ha quindi annunciato un passo indietro: le favicon sono sparite, anche se saranno reintrodotte nel prossimo futuro. L’introduzione delle favicon voleva essere, secondo Google, un modo per evidenziare l’origine dei risultati e di conseguenza migliorare l’esperienza per gli utenti. In realtà, il nuovo design ha creato confusione ancora maggiore fra i risultati effettivi e i link sponsorizzati.

Google ha avviato test che porteranno a trovare un’altra posizione per le favicon e a una nuova veste della Serp. Nelle prossime settimane gli utenti potrebbero vedere le icone posizionate in punti diversi.

Ecco il tweet di Google:

Al momento, quindi, non è ancora chiaro in che modo saranno differenziati gli annunci pubblicitari dai risultati di ricerca né come sarà la versione finale della pagina. Per il momento, la Serp appare come negli scorsi giorni e sono soltanto state rimosse le favicon.

Lo scorso anno, l’azienda ha introdotto queste piccole icone su mobile, con l’obiettivo di rendere più evidente la provenienza delle informazioni. Secondo la società, le modifiche sono state ben accolte su smartphone e tablet.

Non è la prima volta che Google cambia l’aspetto degli annunci nella ricerca e non è la prima volta che viene accusata di usare i dark pattern – ovvero tutte quelle strategie che vengono adottate durante la progettazione di un’interfaccia di navigazione al fine di indurre gli utenti a rispondere inconsapevolmente a determinati stimoli – per portare le persone a fare clic sulle pubblicità. Gli annunci hanno occupato, nel corso degli anni, diverse posizioni nella pagina. In seguito, sono stati segnalati in maniera sempre più minimale fino alla modifica dei giorni scorsi.

Ginny Marvin, caporedattore di Search Engine Land, ha postato su Twitter un’infografica che mostra come la pubblicità su Google si sia evoluta nel tempo:

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