Firefox e Chrome bloccano Flash: i rischi per la pubblicità online

Andrea Fiore, managing director di DotAndMedia: «Un declino già annunciato, il mercato si deve adeguare all’Html5»

di Simone Freddi
15 luglio 2015
Flash-Firefox-chrome

E’ bufera su Flash, il software grafico di Adobe usato per creare rich media su internet, dai siti ai video fino alle pubblicità dinamiche, dopo che negli scorsi giorni l’attacco ad Hacking Team ha reso pubbliche una serie di falle nel programma, facilmente sfruttabili dagli hacker per infiltrarsi nei computer degli utenti.

La situazione è così grave che Firefox da lunedì ne ha bloccato l’esecuzione, seguita a stretto giro, riporta l’Ansa, da Chrome, che peraltro già ne aveva annunciato il blocco per il prossimo settembre. (A quanto ci risulta, per ora su Chrome il blocco riguarderebbe solo la versione beta)

Le falle di Flash sono note da tempo, non per nulla Steve Jobs era contrario al programma per i problemi di sicurezza e non ne volle l’installazione su iPad e iPhone. Ma l’accelerazione repentina di questi giorni è una mazzata per gli inserzionisti pubblicitari che insistono a usare Flash per realizzare i propri annunci, nonché per i siti che ne ospitano le campagne.

Andrea Fiore

«Flash vive per inerzia perché è stato uno standard per molti anni ma ha sempre dato molti problemi sia in termini di sicurezza, sia di prestazioni, e il blocco da parte di due tra i più utilizzati browser ne accelera il declino. Il mercato si deve adeguare rapidamente ai nuovi formati Html5», spiega Andrea Fiore, managing director di DotAndMedia, partner tecnologico e ad server di alcune delle principali concessionarie di pubblicità online come Mediamond, Veesible, NetMediaClick e Gold5.

«Da diverso tempo suggeriamo agli inserzionisti di adottare l’HTML come formato di riferimento per gli annunci rich media, magari con fall back su Flash per i browser obsoleti che non supportano l’HTML5, problema peraltro ormai circoscritto agli utenti che usano vecchie versioni di Explorer, antecedenti alla 9».

Ciò vale a maggior ragione, continua Fiore, con un mercato che si sposta sempre più verso smartphone e tablet. «Il mobile è un mondo praticamente già “flash free” e pienamente compatibile, invece, con l’Html5. Se per i marketer l’obiettivo è raggiungere la maggior penetrazione possibile, l’ideale è sviluppare i propri ads in più formati, ma dovendone scegliere uno, meglio usare il più diffuso. Un tempo era Flash, oggi è l’Html5».

In attesa che il mercato si aggiorni, cosa possono fare gli editori che stanno ospitando campagne Flash e che in questo momento rischiano di non poterle erogare a causa dei blocchi da parte dei browser?

«Innanzitutto, assicurarsi che i propri clienti forniscano sempre le creatività statiche sostitutive e “educarli” a convertire i propri formati Flash in Html5, utilizzando uno dei numerosi tool di conversione disponibili. Alcuni AdServer, tra cui DotAndMedia, offrono anche funzioni di targeting per browser che consentono di non erogare le campagne in Flash sui browser che le bloccano. Abbiamo sviluppato anche una soluzione che ci permette di capire se un utente ha attivato manualmente Flash, in modo da permettere in quel caso l’erogazione della creatività».

Le disattivazioni su due motori di ricerca molto usati come Chrome e Firefox arrivano a pochi giorni dalle dichiarazioni del responsabile della sicurezza di Facebook, Alex Stamos, che ha chiesto ad Adobe di interrompere Flash. Adobe, dal suo canto – intervistata dal sito The Register – spiega che si sta impegnando per innalzare le difese. La strada però sembra segnata.

 

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