Facebook pronta a presentare la sua nuova piattaforma pubblicitaria Atlas

Lo strumento, una versione riprogettata dell’Atlas Advertiser Suite comprato da Microsoft nel 2013, dovrebbe essere presentato la prossima settimana all’Advertising Week. Consentirà al social di erogare annunci al di fuori del sito

di Rosa Guerrieri
23 settembre 2014
facebook mobile

Una nuova piattaforma pubblicitaria consentirà a Facebook di monetizzare il suo inestimabile patrimonio di dati anche al di fuori del social network e degli altri suoi asset come Instagram. Si chiama Atlas, e secondo molto è lo strumento con cui Facebook si appresta a sfidare la leadership di Google nel campo nelle inserzioni.

Secondo una indiscrezione rilanciata dal Wsj, grazie a questo strumento il social aiuterà gli inserzionisti a capire quali utenti hanno visto o interagito con gli spot che compaiono sia su Facebook sia su siti e app di terze parti.

La nuova piattaforma, che dovrebbe essere presentata la prossima settimana in occasione dell’Advertising Week, si chiama Atlas ed è una versione riprogettata dell’Atlas Advertiser Suite che Facebook ha comprato da Microsoft nel 2013. In particolare, il rinnovo di Atlas comprenderebbe anche l’update di una funzione che consente di erogare e misurare meglio la pubblicità sui vari device, anche oltre le property di Facebook.

Primo cliente di Atlas, secondo quanto riporta AdAge, dovrebbe essere la holding pubblicitaria Omnicom, che ha dato il suo consenso all’utilizzo della nuova piattaforma, anche se i termini a lungo termine della partnership non sono chiari. Indiscrezioni vorrebbero inoltre che la partnership potrebbe andare oltre, con Omnicom impegnata a fornire un supporto attivo in termini di data providing e acquisto spazi attraverso la piattaforma DMP Accuen e il data provider Neustar.

Una novità con cui Facebook punterebbe a guadagnare terreno su Google, che ha chiuso il secondo trimestre con ricavi pubblicitari di 14,36 miliardi di dollari. La compagnia di Zuckerberg ne ha invece registrati 2,68 miliardi.

Dal canto suo, Google il mese scorso ha reso noto il test di un sistema che mira a riconoscere le abitudini degli utenti di smartphone e tablet, grazie ad una tecnologia che consente di collegare i comportamenti nell’uso di applicazioni e nella navigazione online da mobile. Il sistema consente di sapere chi clicca su un’inserzione che compare nelle app e viene quindi indirizzato al sito web dell’inserzionista. Al momento queste due attività, il clic e la visita al sito, sono monitorate separatamente, non attribuibili cioè ad uno stesso utente.

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