Facebook, le novità sull’intelligenza artificiale e la realtà aumentata presentate all’F8

Il social network al lavoro nell’analisi dei contenuti caricati, al fine di evitare abusi ed evitare il diffondersi di disinformazione

di Caterina Varpi
02 maggio 2019
F8-2019

Se durante il primo giorno si è parlato di privacy e delle novità di social network e piattaforme di messaggistica istantanea dell’ecosistema Facebook (ne abbiamo parlato qui), il secondo giorno della F8, la conferenza della società guidata da Mark Zuckerberg dedicata agli sviluppatori, si è concentrato sugli investimenti a lungo termine che Facebook sta facendo nei campi dell’intelligenza artificiale e di realtà virtuale e aumentata. In particolare, si è parlato dell’analisi dei contenuti caricati, anche al fine di evitare abusi ed evitare il diffondersi di disinformazione o misinformazione.

L’intelligenza artificiale e i contenuti problematici

L’intelligenza artificiale alimenta una vasta gamma di prodotti su Facebook. Negli ultimi anni, l’Ai è stata usata per rilevare in modo proattivo i contenuti condivisi dagli utenti che violano le politiche del social media. Facebook è al lavoro per assicurarsi che i suoi sistemi di intelligenza artificiale possano comprendere i contenuti con la minima supervisione possibile, spiega il comunicato stampa della società, specificando che stati fatti progressi negli ultimi anni ma che c’è ancora molta strada da fare.

I progressi nell’elaborazione della lingua naturale hanno aiutato a creare un linguaggio digitale comune per le traduzioni, in modo da poter rilevare contenuti dannosi in più lingue. E un nuovo approccio al riconoscimento degli oggetti chiamato Panoptic FPN ha aiutato i sistemi basati su Ai a comprendere il contesto dallo sfondo delle foto. I modelli di allenamento che combinano segnali visivi e audio migliorano ulteriormente i risultati. Molte tecniche funzionano meglio per le lingue più comuni e uno dei lavori su cui opererà Facebook sarà quello di supportare anche gli idiomi in cui non ci sono abbastanza campioni per allenare il sistema. 

Esperienze sempre più immersive e contro i pregiudizi

L’intelligenza artificiale, inoltre, può comportare alcuni rischi, ad esempio, può riflettere e amplificare i pregiudizi. Per risolvere questo problema, Facebook punta a creare best practice per l’equità, per garantire che l’Ai protegga le persone e non le discrimini in ogni fase dello sviluppo del prodotto.

Infine, Facebook sta lavorando a un nuovo processo per l’Ai inclusiva, che fornisce linee guida per aiutare ricercatori e programmatori a progettare set di dati, misurare le prestazioni del prodotto e testare nuovi sistemi attraverso l’obiettivo dell’inclusività. Per la parte visiva, tali dimensioni includono il colore della pelle, l’età e il genere mentre per la parte vocale includono dialetto, età e sesso. L’Ai inclusiva è ora in uso per molti prodotti di Facebook e integrata nello sviluppo di nuove funzionalità.

L’area nella quale Facebook utilizza intensamente il processo di Ai inclusiva è quello della realtà aumentata. “Gli ingegneri di Spark AR lo utilizzano per garantire che il loro software offra effetti AR di qualità per tutti”. Inoltre, “stiamo anche lavorando per assicurarci che aiuti a riunire le persone. E con la realtà virtuale, vediamo un futuro se le persone possono interagire e associarsi, indipendentemente dalla distanza fisica”, spiega la società nella nota stampa. Per raggiungere questo obiettivo, le persone hanno bisogno di sentirsi completamente coinvolte nella realtà virtuale. Per questo Menlo Park è al lavoro per disporre di Avatar sempre più realistici.

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