Criteo lancia una soluzione completa di mobile advertising

La multinazionale francese ora è in grado di erogare in ambito mobile web annunci personalizzati e rilevanti su qualsiasi browser, Safari incluso, oltre che in-app. Il tutto sempre in ottica privacy-centrica

di Simone Freddi
04 giugno 2014
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Criteo, multinazionale francese leader nel digital performance advertising, ha annunciato il lancio su scala mondiale di una soluzione completa di mobile advertising, in grado di erogare annunci personalizzati e rilevanti a prescindere dal web browser, incluso Safari, software di navigazione predefinito per gli smartphone e i tablet più diffusi.

Basata su cookie ma al contempo privacy-centrica, la nuova soluzione riesce a offrire agli investitori risultati di alto livello garantendo allo stesso tempo trasparenza e controllo agli utenti.

La nuova offerta mobile si pone quindi come validissimo complemento alle tecnologie in app e browser già sviluppate da Criteo, completando la gamma di soluzioni di performance advertising end to end dell’azienda per ambienti online, mobile web e mobile app per piattaforme iOS e Android.

L’annuncio della soluzione mobile ha fornito l’occasione per conoscere meglio Criteo, multinazionale tecnologica nata nel 2005 e da fine ottobre scorso quotata al Nasdaq in virtù di una crescita impetuosa. Oggi Criteo lavora in più di 50 mercati nel mondo con oltre 5.000 clienti adv e fatturava alla fine dello scorso anno 444 milioni di euro. Con una reach di 924 milioni di persone (fonte: ComScore Mmx, marzo 2014), pari al 53% di tutta l’audience globale (in Italia oltre l’80%), Criteo è superata solo da Google posizionandosi come secondo ecosistema di banner pubblicitari maggiore al mondo.

A monte di questa crescita, l’approccio data-centrico e gli algoritmi predittivi proprietari, che consentono di offrire annunci altamente personalizzati in qualsiasi ambiente digitale.

J.B. Rudelle

«In media, su internet si registrano qualcosa come 5 click ogni 10.000 impression: noi possiamo ottenere CTR 10 volte più alti grazie alle nostre tecnologie previsionali» – assicura Jean Baptiste Rudelle, ceo & co-fondatore di Criteo. E difatti, il modello di business di Criteo fa leva proprio sulla massimizzazione delle conversioni: l’inventory viene acquistata dai publisher a Cpm («così gli editori non rischiano e hanno una revenue certa», spiega Rudelle), mentre ai clienti la vendita è a Cpc, il modello più strettamente legato alla vendita e più correlabile al risultato.

Un modello di successo che ora viene esportato sempre più verso il mobile, seguendo una precisa richiesta di consumatori e inserzionisti. Secondo il Black Friday Report 2013 di IBM, le vendite effettuate da dispositivi mobili continuano a crescere in modo esponenziale. Dallo studio è emerso che il 21,8% di tutte le vendite online proviene da un dispositivo mobile, pari ad un aumento rispetto all’anno precedente del 43%. Già oggi, Criteo genera, su base annua, oltre 1 miliardo di dollari di vendite post-click “in movimento”.

Tobia Omero

«In Italia il mercato sta rispondendo bene, grosso modo in linea con quello che accade nel resto d’Europa, con tassi di crescita importanti, a tre cifre» spiega in proposito Tobia Omero, managing director Sud Europa Criteo. Una spinta decisa all’m-commerce e alle azioni di marketing ad esso collegate viene in particolare dal più “giovane” dei device, il tablet, che già oggi è in grado di garantire Ctr medi più elevati rispetto a desktop e laptop, mentre su smartphone c’è ancora molto margine di miglioramento. «In questo senso questo – aggiunge Omero – è quanto mai importante che gli editori integrino tecnologie come quella di Criteo, in grado di migliorare l’erogazione delle impression, in modo da gestire la transizione al mobile in maniera intelligente e economicamente sostenibile».

Come è nella norma per le società quotate, Omero non ha potuto fornire dettagli sul fatturato di Criteo nel nostro Paese. Il manager ha però accennato ad alcuni clienti importanti – come ePrice/Banzai, Kijiji, eBay, NTV – e assicurato tassi di crescita “incrementali” anno su anno. Un trend suffragato dal fatto che gli uffici di Via Sant’Antonio a Milano, aperti nel 2012, sono già diventati troppo piccoli ed entro l’anno è previsto il trasferimento in una nuova sede in zona Porta Genova, con l’obiettivo di raddoppiare l’attuale organico locale composto da una ventina di persone. Attualmente le posizioni aperte sono tre: si cercano uno strategist e due nuove figure nell’area Operations.

 

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