Connected-Stories, la piattaforma per gestire le creatività pubblicitarie in smart working

In un momento in cui la cooperazione da remoto è la nuova normalità, facilitare i flussi creativi e la gestione degli annunci è fondamentale. Ecco come ci riesce la soluzione sviluppata da HyperTV

di Alessandra La Rosa
14 maggio 2020
Claudio Vaccarella, Ceo di Connected-Stories
Claudio Vaccarella, Ceo di Connected-Stories

In un momento come quello attuale, in cui il lockdown da Coronavirus ha imposto nuove forme di gestione del lavoro “a distanza”, e in cui il digitale è diventato il luogo in cui si dialoga e si collabora, anche a livello professionale, il mondo della produzione di contenuti pubblicitari è stato messo di fronte a nuove sfide.

Produrre contenuti di marketing è un processo che coinvolge diversi team, dai creativi agli specialisti di media e di dati, tra i quali il dialogo è fondamentale per la buona riuscita di una campagna. E dialogare tra professionisti, scambiarsi idee e progetti, così come presentarli ai committenti, è diventato spesso difficile nell’era del “lavoro da remoto” imposto dal lockdown.

Una società ha deciso di rispondere a questo problema sfruttando una delle parole chiave del marketing contemporaneo, “automazione”, e creando una Creative Management Platform che rende possibile la gestione centralizzata della produzione, personalizzazione, distribuzione ed analisi di contenuti advertising e marketing multimediali.

La piattaforma si chiama Connected-Stories, ed è stata sviluppata dalla società HyperTv Inc., fondata nel 2011 e oggi con uffici a Milano, Roma e New York. Negli anni, l’attività di HyperTV si è focalizzata sempre più sul miglioramento del servizio offerto da Connected Stories, fino a sovrapporsi completamente con esso. Per questo motivo, recentemente l’azienda ha intrapreso un processo di rebranding, culminato con il lancio di una nuova versione del sito, www.connected-stories.com, incentrato unicamente sulle caratteristiche e le funzionalità della piattaforma.

Ma cos’è, in pratica, Connected-Stories? Lo abbiamo chiesto al Ceo della società, Claudio Vaccarella: «Si tratta di una piattaforma che consente di realizzare contenuti video avanzati, combinando differenti layer in tempo reale, su qualsiasi dispositivo – ci ha spiegato -. Tramite Connected Stories è possibile creare differenti messaggi creativi per differenti audience: tramite l’utilizzo del machine learning, infatti, in base ai dati raccolti sul pubblico è possibile selezionare il contenuto più adatto a uno specifico utente, ossia quello che ha le maggiori probabilità di incontrare il suo interesse ed eventualmente, le sue intenzioni acquisto».

La piattaforma, approntata a fine 2016, è commercializzata dal 2017 sia in Italia che in USA. Ma perché, oggi, può offrire una “marcia in più” in tempo di Covid-19? La risposta sta nel suo potenziale “collaborativo”, come ci ha spiegato Tommaso Vaccarella, General Manager Connected-Stories: «La piattaforma è stata concepita per un “collaborative working environment”, ossia per un contesto che rende possibile la cooperazione di media planner, data specialist e creativi, che oggi, a causa delle restrizioni imposte dal Coronavirus, lavorano tutti da luoghi diversi e lontani tra loro. Grazie a uno strumento come Connected-Stories, tutti possono collaborare tramite un’unica piattaforma, che offriamo tra l’altro sia in versione “managed”, ossia col nostro supporto, sia in “self-service”, ossia gestibile autonomamente dal cliente».

Tommaso Vaccarella, General Manager Connected-Stories
Tommaso Vaccarella, General Manager Connected-Stories

Tra le caratteristiche di Connected-Stories, ci sono anche funzioni interessanti, come la possibilità di creare pitch da remoto. «Quando si deve presentare la propria idea di storytelling al cliente, è importante renderne al meglio la dinamicità e le capacità di adattamento al tipo di consumatore – riprende Claudio Vaccarella -. Grazie a questa funzione è possibile, mentre si conduce una presentazione, mostrare tutte le possibili varianti della creatività, cambiando di volta in volta le informazioni del contesto (come meteo e ora del giorno) o quelle del pubblico (età, genere, interessi), in maniera semplice e in tempo reale». La piattaforma è anche dotata di una dashboard di analytics, con tutti gli strumenti per effettuare un’analisi dettagliata delle campagne in corso, al fine di apportare eventuali correzioni per massimizzarne l’efficacia.

Connected-Stories è una piattaforma sviluppata in Italia. «La sua italianità è qualcosa a cui teniamo molto – spiega il CEO –, fa parte della mission di un imprenditore dare ricadute economiche positive al proprio territorio», ma punta molto all’internazionalizzazione e alla competitività. «Siamo supportati da professionisti che conoscono molto bene il mondo digitale, come Mainardo De Nardis e John Montgomery, due celebri personalità del mondo media globale che fanno parte del nostro Board of Advisor, e il nostro team è in crescita, con il recente arrivo di Luca Marconato in qualità di Sales Director, un manager con una lunga carriera sia lato agenzia che publisher».

«Il Coronavirus sta portando inevitabilmente dei problemi al mercato, abbiamo davanti un anno complicato, ma noi come Connected-Stories ci stiamo attrezzando per superarlo al meglio – continua Claudio Vaccarella –. Essere una società operativa a livello internazionale ci aiuta a poterci meglio inserire nella ciclicità di alti e bassi economici che presumibilmente ci sarà, e che avrà tempi diversi nei vari Paesi». Gli fa eco il general manager: «La situazione che stiamo vivendo può costituire un’importante opportunità per chi saprà adattarsi. Opportunità per grandi cambiamenti in chiave di digitalizzazione, in cui le startup troveranno sempre più spazio. L’importante è saper cogliere l’evoluzione del mercato e sapervisi adattare con idee realmente utili e innovative».

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