Arrivano i nuovi domini internet: il parere di Register, Aruba, 1&1

Con il via ufficiale a .bike, .singles e altre 5 nuove estensioni inizia una rivoluzione che porterà in tre anni a oltre 700 nuovi domini di primo livello. Che opportunità per le aziende?

di Simone Freddi
05 febbraio 2014
Domini - immagine generica

Oggi, 5 febbraio, entrano nella fase di “General Availability” i primi 7 nuovi domini di primo livello introdotti sul mercato dall’ICANN nell’ambito della “liberalizzazione” dei gTLD, ossia di quella parte degli indirizzi web che sta appena dopo il punto (come .it e .com).

In parole povere, da domani chiunque potrà scegliere di acquistare, per il proprio spazio web, un dominio come nomesito.bike o nomesito.guru, che insieme a .clothing, .plumbing, .holdings, .singles e .ventures sono i primi ad arrivare sul mercato, appunto da oggi.

Saranno seguiti il 12 febbraio da altri 7 (tra cui .estate) e a stretto giro dal promettente .technology e da tantissimi altri entro i prossimi 3 anni. Alla fine, dai 22 domini di primo livello attualmente disponibili, si dovrebbe passare a oltre 700.

I nuovi gTLD comprendono brand (come .tiffany o .nokia), termini generici come .yoga e .pizza, denominazioni geografiche come .paris e .nyc e così via. Quale impatto avrà tutto questo sul rapporto con internet delle persone e, soprattutto, delle aziende? Per capire meglio, abbiamo contattato i tre principali registrar operanti nel nostro Paese, che ci hanno delineato uno scenario a due facce: le opportunità sono tante, specie per le Pmi. Ma questa “liberalizzazione” dei domini nasconde anche qualche insidia, specie in termini di brand protection.

 

Gabriele Sposato, head of domain product management di Register.it

«Una rivoluzione digitale»

 

«Si tratta di una vera e propria rivoluzione digitale. Alcuni brand hanno già ottenuto la registrazione del proprio dominio aziendale personalizzato, come ad esempio .gucci, e ciò rappresenta una leva strategica in termini di brand identity, poiché consente di essere più riconoscibili garantendo al contempo affidabilità. Molte opportunità sono offerte anche dai domini generici che coprono i più svariati settori, dallo sport all’entertainment alla finanza, come per esempio .yoga o .bank, che permettono di creare un dominio affine al proprio business e di essere più facilmente memorizzabili».

«Ci impegniamo per aiutare le aziende a prendere consapevolezza delle opportunità e al contempo dei rischi legati alla liberalizzazione dei domini e le supportiamo ai fini del processo di registrazione. Avendo ottenuto la certificazione di agente accreditato per il servizio di Trademark Clearinghouse, Register.it è in grado di gestire per le aziende tutti gli aspetti burocratici e strategici per l’inserimento del loro marchio nel database Trademark Clearinghouse. Ma Register.it supporta anche i singoli, e chiunque sia interessato a pre-registrare un nuovo nome a dominio di primo livello, con un servizio che consente di creare gratis una lista dei domini d’interesse».

(L’intervista integrale a Gabriele Sposato è pubblicata sul settimanale Engage mag #2)

 

Stefano Sordi, direttore marketing di Aruba

«Unicità e efficienza a disposizione delle aziende»

 

«La “liberalizzazione” dei TLD apre due scenari contrapposti: da una parte porterà a dei vantaggi innegabili, come quello di rendersi più riconoscibili online e connotare il proprio ambito d’influenza in modo più preciso, qualificando ad esempio il proprio business o la propria provenienza geografica. Dall’altra porterà dei rischi, relativi a quanti hanno un marchio già registrato e dovranno assicurarne la protezione su internet, per preservarsi da soggetti che potenzialmente potrebbero usare i nuovi TLD per ricalcare siti web e brand famosi».

«In generale c’è forte interesse per tutti quei domini che abbracciano categorie molto estese e allo stesso tempo adatte ad avere una stretta relazione con internet, come ad esempio .sport, .music o .hotel. Questa tipologia sta andando molto bene e va ad affiancarsi ai domini italofoni, che sono per natura più interessanti per il pubblico di Aruba, come .casa o .moda. Fondamentalmente ciò che riscontriamo è il desiderio di privati e aziende di disporre di un nome dominio unico ed efficiente, che qualifichi il proprio business con estensioni riconducibili a un determinato settore o a una determinata provenienza geografica, l’esempio del “made in Italy” vale su tutti».

(L’intervista integrale a Stefano Sordi è pubblicata sul settimanale Engage mag #2)

 

Richard Stevenson, head of Pr, Hosting & eBusiness di 1&1 Internet AG

«Un valore aggiunto soprattutto per le PMI»

 

«Già a luglio 2013, 1&1 ha creato una sezione del sito – www.1and1.it/nuove-estensioni-di-dominio – per coloro che desiderano informarsi e prenotare, senza nessun vincolo, gli indirizzi internet di ultima generazione preferiti, assicurandosi la consulenza e l’aggiornamento sul tema da parte di un team di esperti. Attualmente, i servizi offerti da 1&1 nell’ambito dei nuovi domini sono Prenotazione, Pre-registrazione, Registrazione del dominio, Associazione del dominio. Ora abbiamo attivato la vendita di siti a dominio .ventures e .bike».

«I nuovi gTLD rappresentano un valore aggiunto notevole per le Pmi. Da diversi anni la maggior parte dei nomi e delle abbreviazioni, tra l’altro, è ormai già registrata e non è più disponibile. Pertanto molti sono costretti a trovare abbreviazioni forzate o a scegliere nomi lunghi che i clienti difficilmente ricordano. Le nuove estensioni aprono molte nuove opportunità, essendo più chiare e riferendosi a specifici temi».

(L’intervista integrale a Richard Stevenson è pubblicata sul settimanale Engage mag #2) 

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