Le AMP di Google per tutti da febbraio. Novità sul fronte pubblicitario

Le pagine “accelerate” ospiteranno annunci più veloci e adattabili, con un supporto per la viewability. Prevista anche l’integrazione con data management providers e fornitori di contenuti sponsorizzati

di Alessandra La Rosa
11 dicembre 2015
google-logo

Le Accelerated Mobile Pages diventeranno presto realtà.

Con un blog post firmato da Richard Gingras, head of News di Google, e una conferenza stampa dedicata negli Stati Uniti, Google ha annunciato che il progetto AMP prenderà ufficialmente il via a febbraio 2016, quando verrà integrato all’interno del motore di ricerca.

Le pagine “accelerate” potrebbero essere spinte a livello di ranking sul motore di ricerca, oltre che dotate di un’etichetta “fast” per caratterizzarle visivamente e distinguerle da quelle “non accelerate”, un po’ come già succede per le pagine mobile-friendly (foto in basso).

In attesa di febbraio, Google continuerà a lavorare su come realizzare concretamente l’integrazione delle AMP sul suo motore di ricerca, in particolar modo riguardo l’interfaccia con l’utente e la sua esperienza di navigazione.

Novità sul fronte adv

Intanto, dal primo annuncio del progetto lo scorso novembre, diversi progressi sono stati fatti, in particolare sul fronte, tra l’altro, della pubblicità, degli analytics e degli abbonamenti.

Per quanto riguarda la pubblicità, Google ha reso noto che la roadmap iniziale include annunci dal caricamento più veloce, annunci dalle misure adattabili e supporto per la viewability, oltre all’integrazione con data management providers e fornitori di contenuti sponsorizzati. Editori e partner tecnologici sono attualmente al lavoro sul testing degli annunci, così come sono stati coinvolti in questa fase anche alcuni buyers come Annalect, sigla ad-tech di Omnicom Media Group. Ai primi partner pubblicitari di AMP, annunciati qualche settimana fa, se ne sono aggiunti diversi altri: oltre DoubleClick, AdSense, Outbrain, AOL e OpenX, ci sono anche Taboola, Pubmatic, Integral Ad Science, Moat e Teads.

Anche sul fronte analytics fervono i lavori, insieme ai partner comScore, Adobe Analytics, Parse.ly, Chartbeat, Nielsen, ClickTale e, ovviamente, Google Analytics. Le prime funzionalità verranno attivate già questo mese, con nuovi tool nelle settimane successive e l’avvio dei test definitivi nella seconda metà di gennaio.

Le AMP supporteranno anche paywall e contenuti a pagamento.

Diversi gli editori che hanno manifestato l’intenzione di adottare le Accelerated Mobile: dall’italiana La Stampa al New York Times e al Washington Post, oltre a piattaforme digitali come Twitter, Pinterest, Linkedin e WordPress.

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