On demand e di alta qualità: ecco come piacciono i video in rete a europei e nordamericani

Secondo uno studio di Akamai, la frammentazione dei dispositivi, l’offerta multi-screen e i costi/benefici delle Content Delivery Network sono tra le maggiori criticità che chi opera nel settore deve affrontare

di Rosa Guerrieri
20 gennaio 2015
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Quali sono i più recenti trend nelle modalità di consumo di contenuti video in rete?

Prova a dare una risposta Akamai, azienda leader nell’offerta di servizi cloud per l’erogazione sicura e ottimizzata di contenuti online e applicazioni business, che, insieme a Streaming Media, specializzata in servizi e formazione dedicati al settore media, ha presentato i risultati del Rapporto sullo Stato dei servizi CDN.

Uno studio, condotto in Nord America ed Europa, che indaga le modalità di consumo di contenuti video in rete attraverso una serie di interviste a oltre 1000 professionisti del video online. In qualità di esperti, agli intervistati è stato chiesto di evidenziare le preferenze specifiche in relazione ai dispositivi che utilizzano per la visione dei contenuti online e quali sono le sfide che le loro aziende stanno affrontando nella distribuzione di contenuti video online su più dispositivi e su scala globale.

Lo studio si concentra quindi su due aree principali: preferenza nella visione dei video online e considerazioni sulle reti di Content Deliver (CDN). Ecco le principali evidenze.

Il 67% degli intervistati preferisce accedere on demand ai propri programmi tv preferiti. Detto questo, quando “costretti” a guardare contenuti “live” (ovvero nel momento in cui vengono messi in onda dai network), il mezzo preferito resta per oltre la metà degli intervistati (56%) ancora la televisione rispetto alla visione online. In Nord America, per guardare i contenuti online nella vita privata, il 25% degli intervistati preferisce i notebook, seguiti dai desktop (22%) e dalla TV (19%). In Europa, per fruire dei contenuti online seguiti, il 23% preferisce i tablet dai desktop (15%) e dagli smartphone (10%).

«Siamo a un punto di svolta nella storia dei servizi di media delivery – spiega Timothy Siglin, collaboratore di Streaming Media, che si è occupato della redazione del “Rapporto sullo Stato dei servizi CDN” -. In termini di dispositivi, il mercato è più frammentato che mai: una sfida senza precedenti per i provider di contenuti premium».

Il fatto che un numero sempre maggiore di consumatori scelga di guardare contenuti online in streaming rappresenta una sfida importante per i provider di contenuti, dove la qualità e il tempo di caricamento diventano elementi sempre più critici. Circa un terzo degli intervistati, infatti, abbandona un video che non si carica nei primi cinque secondi e il 92% dichiara che la qualità dei contenuti è importante o molto importante per l’esperienza generale di visualizzazione online.

«Sempre più persone scelgono di guardare video online su più dispositivi con aspettative sempre maggiori in termini di qualità del contenuto e di esperienza generale – ha aggiunto Neil Cohen, vice presidente product marketing di Akamai -. Si tratta di una sfida per tutto il settore, dalla scelta della tecnologia utilizzata dai produttori e distributori di contenuto, alla posizione e modalità di inserimento delle pubblicità, fino alle decisioni riguardo a format e capacity planning».

La ricerca ha fornito anche delle considerazioni sulle reti di distribuzione di contenuti (CDN). A livello macro, infatti, gli esperti e i manager che operano nel settore dei media sono preoccupati tanto dal costo dei servizi CDN che dall’esigenza di continuare a garantire l’offerta di contenuti multi-schermo sia ai dispositivi esistenti sia a quelli del futuro. E secondo il rapporto, alcune particolari funzionalità offerte dalle Content Delivery Network vengono considerate più importanti di altre. Oltre il 26% degli intervistati ha evidenziato ad esempio l’estrema rilevanza di poter offrire i contenuti in modalità multi-schermo/multi-dispositivo. Seguono altre funzionalità quali “capacità di analytics” e tecnologia capace di regolare il flusso video in base al cambiamento delle condizioni (adaptive bitrate – ABR).

Altre evidenze emerse sono, ad esempio, che il 78% degli intervistati preferisce un avvio lento ma una riproduzione senza interruzioni durante la visualizzazione. Oppure che la maggiore criticità nell’implementazione di una strategia CDN è rappresentata dal controllo dei costi di delivery (48%), seguita da economia di scala/contratti (21%), preferenza nell’utilizzo di una delivery interna (15%) e poca conoscenza dei vantaggi di una CDN (13%).

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