AdBlock viene acquisita da un anonimo compratore e apre alle inserzioni “accettabili”

Il software ha aderito all’Acceptable Ads Program, un manifesto cui partecipano diversi siti internet, applicazioni ed estensioni. Intanto si inseguono le voci sul fantomatico acquirente del programma

di Alessandra La Rosa
05 ottobre 2015
ad-blocker-adobe

Chi ha incastrato AdBlock?

Sembra il titolo di un film, ma in realtà è la domanda su cui si sta scervellando il mondo della comunicazione digitale. E non per nulla, visto che quello dei software che bloccano le pubblicità è uno dei temi caldi del momento, e grandi interessi si muovono attorno ad esso.

E’ notizia di questi giorni che AdBlock, l’estensione per Opera, Chrome e Safari che nasconde le pubblicità, ha effettuato un cambiamento sostanziale della propria linea operativa. Non bloccherà più indistintamente tutti gli annunci pubblicitari, ma solo quelli ritenuti “fastidiosi”. Il software ha infatti aderito all’Acceptable Ads Program, un manifesto cui partecipano diversi siti internet, applicazioni ed estensioni uniti dall’obiettivo di «rendere internet un posto migliore per tutti – liberandolo dalle inserzioni fastidiose».

A comunicarlo ai 40 milioni di utenti di AdBlock è stato lo stesso sviluppatore del software Michael Gundlach.

Nel testo, Gundlach spiega che AdBlock non aveva voluto aderire prima all’Acceptable Ads Program in quando controllato da AdBlock Plus, un’estensione rivale, che gestiva la lista delle pubblicità «accettabili» in maniera non proprio ideale. Secondo indiscrezioni, infatti, alcuni grandi inserzionisti come Microsoft e Amazon avrebbero pagato l’estensione perché i loro banner rientrassero nella lista bianca. Accuse ovviamente smentite da AdBlock Plus. In ogni caso, adesso la gestione è cambiata, essendo passata in carico ad un «gruppo di esperti imparziali», evento che ha spinto AdBlock ad entrare anch’esso nel programma.

Il messaggio di Gundlach, però, rende noto anche un altro fatto, ossia la vendita dell’estensione a un acquirente che ha voluto rimanere anonimo. E qui sono partite le speculazioni tra gli esperti, che ipotizzano che il fantomatico compratore potrebbe essere un’azienda coinvolta nel business della pubblicità, oppure un inserzionista interessato a favorire i propri annunci. E soprattutto c’è chi si chiede se «l’estensione potrà ancora essere reputata affidabile se il nuovo proprietario è sconosciuto».

 

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